Reggio Calabria
 

A Locri si riaccende il dibattito politico (e la polemica) sulla SS106 Jonica: la storia infinita di un'eterna incompiuta

statale106 reggiocalabria2di Mariateresa Ripolo - Si riaccende (almeno per un giorno) il dibattito politico a livello nazionale sulla necessità di rilanciare i lavori sulla strada Statale 106 Jonica. L'arteria che collega la Calabria alla Basilicata e alla Puglia e che attraversa quattro province calabresi (Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e Cosenza) estendendosi nella regione per 415 chilometri.

La statale 106 è l'incompiuta delle incompiute, oggetto di eterni dibattiti politici e promesse che, nei fatti, non si sono mai realizzate del tutto.
Nel tratto reggino qualche cantiere sparso qua e là sta a ricordarci che i lavori sono (ancora) in corso, ma di reali progetti di ammodernamento e messa in sicurezza neanche l'ombra.

"Una delle più pericolose d'Italia". La Statale 106 è ormai conosciuta come "la strada della morte" per l'elevato numero di persone rimaste vittime di incidenti causati perlopiù dalle pessime condizioni in cui riversa. «Qui, dal 1996, ovvero da quando esiste un sistema di rilevamento nazionale dell'incidentalità e della mortalità stradale, abbiamo avuto oltre 9.500 sinistri; oltre 24.500 feriti ed oltre 700 vittime», si legge sul sito dell'associazione "Basta vittime sulla statale 106", che dal 2014 è impegnata nella tutela «del diritto alla mobilità, della sicurezza sulle strade e della giustizia per vittime e superstiti della strada Statale 106 ionica calabrese».

A Locri si riaccende il dibattito

Ieri alla presenza del viceministro alle Infrastrutture, Alessandro Morelli, è andato in scena al PalaCultura di Locri l'ennesimo capitolo di una storia infinita, della quale non si sa quando vedremo l'epilogo. Semmai lo si vedrà.

L'esponente leghista del governo Draghi, accompagnato nella Locride dal presidente ff della Regione, Nino Spirlì, e dall'assessore regionale alle Infrastrutture, Domenica Catalfamo, nel suo tour calabrese ha dedicato una tappa alla Locride per affrontare con i sindacati alcune problematiche del territorio e, in particolare, proprio quelle legate alla strada statale 106.

«La 106 – ha detto il viceministro Morelli– è conosciuta per le sue tante tragedie. Noi dobbiamo cambiare questa prospettiva. Invito tutti a guardare a questa arteria come un'opera fondamentale per la rete infrastrutturale che collega il porto di Gioia Tauro e l'aeroporto di Reggio Calabria. Sono tutte opere fondamentali per lo sviluppo della Calabria, dell'Italia e dell'Europa. Stiamo creando le condizioni affinché tutto questo diventi realtà». «C'è la massima disponibilità all'interlocuzione, noi faremo la nostra parte», ha spiegato il viceministro che ha definito la questione della 106 «una realtà che ha bisogno di avere un megafono nei palazzi romani».

«Basta giochi sulla 106», ha detto Spirlì che ha parlato della necessità «di compiere un atto di coraggio. La Regione, per le sue competenze, lo sta facendo, ma serve anche il massimo impegno da parte del Governo nazionale. Il suo destino non può essere quello di "strada della morte"».

«Negli ultimi anni questo tratto stradale è come se sia stato annullato dalla programmazione, quindi chiederemo che vengano inseriti nuovi interventi», ha spiegato Catalfamo.

Ma i sindaci avanzano dubbi

«Sarà l'ennesima passerella pre-elettorale? I calabresi ne hanno ormai le tasche piene», hanno tuonato i consiglieri di maggioranza della Città Metropolitana di Reggio Calabria qualche giorno fa, accusando il viceministro di non averli avvertiti dell'imminente visita. Il sindaco Giuseppe Falcomatà, rimasto già scottato dallo "sgarbo istituzionale" del generale Francesco Paolo Figliuolo, che in occasione del tour dei centri vaccinali ha "bypassato" proprio Reggio preferendo Taurianova, ha rincarato la dose: «Ci è dispiaciuto molto che il generale Figliuolo non sia stato presente qui e ci sarebbe dispiaciuto se lo avesse fatto anche il viceministro, al di là del partito di appartenenza», per poi spegnere definitivamente le polemiche, delle quali - ha detto - «avremmo fatto volentieri a meno, perché è un periodo storico talmente importante che non si può pensare di affrontarlo tenendo conto delle diversità degli schieramenti politici e partitici. Serve la responsabilità e l'impegno di tutti».

«Vengono qui con le solite promesse, mi auguro che oggi ci venga detto qualcosa di concreto». Decisamente meno diplomatico il sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, che - ancor prima dell'arrivo del viceministro - non ha nascosto i dubbi sulla reale utilità dell'incontro. Il primo cittadino, dopo aver fatto gli onori di casa, al termine del dibattito è intervenuto dalla platea accendendo la polemica: «È da anni che attendiamo risposte concrete che non vengono mai date, sembra sia sempre colpa di qualcun altro! Si impegna il governo a finanziare questa arteria stradale o no? Ci sono o no le risorse?»

«L'accordo di programma lo sigla la Regione. Le risorse ci sono, - ha risposto Morelli - sulla base del contratto di programma sarà deciso dove finiranno queste risorse. Se voi avrete la forza per convincere la regione (anche se la regione mi sembra già dalla vostra parte) per far capire che questo tratto è importante per la Locride, evidentemente questo tratto sarà nel contratto di programma».

E come sempre più spesso accade in certe occasioni e su certi temi su cui si spendono fiumi di parole, dopo tanto disquisire, il dubbio continua ad aleggiare.