Reggio Calabria
 

"Basso profilo": Errigo e il sostegno alla Lega, il clamoroso autogol di Salvini

collageerrigosalvinidi Pasquale Romano - "Arrestato Natale Errigo, membro dello staff del commissario Arcuri, con accuse pesantissime di legami con le cosche: serve chiarezza immediata e sorprende il silenzio tombale del governo e in particolare dei 5Stelle. Tutto normale?". Con questo pubblicato ieri sul proprio profilo Twitter, il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato l'arresto di Natale Errigo nell'ambito dell'inchiesta 'Basso profilo'.

Le parole di Salvini hanno creato molto fermento, non solo in ambito politico. Errigo, dipendente di Invitalia (struttura nazionale diretta dal reggino Arcuri, anche Commissario per l'emergenza Covid) dalle carte della DdA risulterebbe 'destinatario di misura cautelare in carcere per il reato di scambio elettorale politico-mafioso'.

La stessa Invitalia con un comunicato stampa si è affretta a spiegare che "Errigo aveva la qualifica di impiegato di 3° livello ruolo da cui è stato sospeso, sia dalle funzioni che dallo stipendio". Sempre Invitalia fa sapere che "è già stato avviato un audit interno e che non sussiste alcuna relazione né alcun rapporto economico o contrattuale tra le altre persone fisiche e le persone giuridiche oggetto delle indagini e la Struttura del Commissario all'emergenza".

Tornando a Salvini e al suo sdegno, il leader della Lega appare quantomeno distratto e in palese contraddizione tra quanto tuonato rabbiosamente sui social network e la situazione interna al partito da lui diretto, soprattutto riferito alla Calabria.

Il leader della Lega con ogni probabilità non sa infatti che lo stesso Natale Errigo, peraltro imparentato con il potente casato dei De Stefano di Archi, pubblicamente criticato nel post di ieri, è stato uno dei sostenitori alle ultime elezioni comunali reggine di Giuseppe De Biasi, eletto con la Lega e capogruppo in consiglio comunale del partito di Salvini.

Che il sostegno di Errigo non sia stato soltanto di 'facciata' e manifestato attraverso i social network, lo si evince confrontando i numeri delle comunali reggine del 2014 con quelle del 2020. Con specifico riferimento alle circoscrizioni di Archi-S.Caterina, roccaforte di Errigo, De Biasi (sempre candidato tra le fila del centrodestra) nel 2014 ha ottenuto circa 30 voti. Nel 2020, l'attuale consigliere comunale della Lega ha visto più che triplicarsi i propri voti, grazie alle circa 130 preferenze ottenute nelle circoscrizioni vicine al dipendente reggino di Invitalia, oggi sospeso.

De Biasi, che grazie (anche) al boom ottenuto alle circoscrizioni di Archi e S.Caterina si è guadagnato l'accesso a Palazzo San Giorgio, è molto vicino a Tilde Minasi, consigliere regionale della Lega. I post di sostegno elettorale pubblicati da Natale Errigo su Facebook nel corso degli ultimi anni sono stati numerosi ma sempre circoscritti nell'area di centrodestra. Nel 2014, Errigo aveva annunciato il proprio sostegno alle elezioni regionali calabresi nei confronti di Francesco Cannizzaro, allora eletto nella Casa delle Libertà. Nello stesso anno, grazie alla prolifica attività su Facebook Errigo manifestava apertamente di sostenere Antonino Maiolino (candidato con la lista Reggio Futura) alle elezioni comunali reggine. Ma il "vizietto" di Errigo per la politica è testimoniato anche da un post del 2016, dedicato a Giuseppe Idà, appena proclamato sindaco di Rosarno: "Sono sicuro che farai tornare a splendere la città". Oggi, Idà è agli arresti domiciliari con l'accusa di connivenza con la 'ndrangheta.

Insomma, un sostegno, social e non solo, dispiegato su tutto il centrodestra e, da ultimo, sul Carroccio. 

La domanda che sorge spontanea, alla luce del post critico pubblicato ieri da Matteo Salvini, è la seguente. Ma il leader della Lega, se a conoscenza del sostegno elettorale manifestato da Errigo ad esponenti del proprio partito alle ultime comunali reggine, avrebbe detto le stesse cose? In attesa di conoscere una risposta che forse non arriverà mai, è più facile pensare ad un clamoroso autogol, figlio della scarsa conoscenza dei movimenti politici-elettorali interni al proprio partito.