"L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari" - Antonio Gramsci

Reggina beffata: in vantaggio ad Ascoli fino a 7' dal termine, Cangiano e Kragl firmano il ribaltone

baronigallodi Paolo Ficara - Brusco ritorno alla realtà. La Reggina accarezza il filotto per tre quarti di gara ad Ascoli, sperando di portare a tre il numero di vittorie consecutive. Il vantaggio siglato al 19' da Liotti resiste e viene più volte legittimato da una prestazione ammirevole, ma nel finale i bianconeri approfittano del netto calo atletico degli amaranto. Cangiano pareggia i conti all'83', la beffa finale è servita da un'altra forza fresca come Kragl al 91'.

LE SCELTE – Marco Baroni conferma in toto la formazione iniziale capace di piegare la Cremonese nell'ultima gara del 2020, lasciando dunque in panchina Stavropoulos al rientro dopo la squalifica e Denis chiamato solo nella ripresa ad aggiungere peso all'attacco. Qualche cambio forzato per Andrea Sottil, che deve rinunciare alla mezzala Saric ed in avanti preferisce Chiricò a Pierini nel suo albero di Natale.

PRIMO TEMPO A SENSO UNICO – Voto alla fase difensiva della Reggina nella prima frazione: 10. Guarna chiamato a battere un paio di rimesse dal fondo, più un intervento facile su punizione centrale di Sabiri calciata da oltre 30 metri. Di contro, nella metà campo avversaria è festival di occasioni. Sinistro di Situm da ottima posizione, deviato in angolo; destro di Bianchi dalla distanza, Leali ci arriva in tempo. Poi al 19' velo intelligente di Rivas su invito di Delprato da destra: Liotti si fionda col destro sul pallone a mezza altezza, anticipando il marcatore Tofanari e mandando nel sacco. Lo stesso Liotti avrà poi un altro paio di occasioni nitide.

LOW BATTERY – All'intervallo dentro De Rose per un Crisetig non al meglio, inizia a cambiare parecchio invece Sottil che passa al 4-2-3-1. La spia dell'energia amaranto diventa sempre più rossa nella ripresa, con la colpa di non aver concretizzato un paio di ripartenze insidiose. Il baricentro si abbassa di minuto in minuto, l'Ascoli toglie ogni punto di riferimento con le mezze punte fresche che cambiano spesso posizione. Pierini all'83' da destra vede lo scatto in area di Cangiano: bruciato Cionek in allungo, pallone scaraventato in rete da due metri. A quel punto la Reggina non ne ha più, Denis non riesce a far salire la squadra. A KRagl è sufficiente vincere un duello con Delprato per accentrarsi da sinistra, battendo a rete col piede sordo con Guarna non prontissimo e forse anche coperto dai compagni che provavano disperatamente a chiudere.

GUARDARSI ALLE SPALLE - La beffa finale, giunta al 91', punisce oltremodo una Reggina poco cinica nella prima parte della ripresa. Ma forse giunge nel momento opportuno per riportare tutti con i piedi ben saldi a terra. Questa squadra è ben attrezzata per la categoria, ma la partenza col freno a mano tirato condizionerà inevitabilmente il prosieguo della stagione. Concetto che va tenuto presente in sede di calciomercato. Meglio guardarsi alle spalle, specie dopo aver rimesso in carreggiata una rivale che oggi aveva un solo risultato a disposizione per non demoralizzarsi. Ogni lezione va assimilata, quella del primo match dell'anno solare è anche abbastanza severa.

ASCOLI – REGGINA 2-1

Reti: 19' Liotti, 83' Cangiano, 91' Kragl

Ascoli (4-3-2-1): Leali; Pucino, Brosco, Quaranta, Tofanari (46' Krragl); Cavion, Buchel, Gerbo (46' Cangiano); Chiricò (62' Pierini), Sabiri (73' Tupta); Bajic. A disposizione: Sarr, Avlonitis, Corbo, Sini, Lico, Eramo, Donis, Vellios. Allenatore: Sottil.

Reggina (4-2-3-1): Guarna; Delprato, Loiacono, Cionek, Di Chiara; Bianchi (74' Bellomo), Crisetig (46' De Rose); Situm (74' Denis), Folorunsho, Liotti (83' Rolando); Rivas. A disposizione: Farroni, Plizzari, Peli, Rolando, Stavropoulos, Mastour, Charpentier, Vasic. Allenatore: Baroni.

Arbitro: Davide Ghersini di Genova

Ammoniti: Brosco, De Rose, Kragl, Cangiano