“Mi sono scocciato di sottostare alla legge del vivere civile che ti assoggetta a dire sì senza convinzione quando i no, convintissimi, ti saltano alla gola come tante bolle d’aria” - Eduardo De Filippo
HomeCalabriaMaxi blitz antimafia contro il narcotraffico: 35 misure cautelari in tutta Italia,...

Maxi blitz antimafia contro il narcotraffico: 35 misure cautelari in tutta Italia, al centro la cosca Alvaro

Un’organizzazione ritenuta ai vertici di un articolato traffico internazionale di droga, con presunti collegamenti con la cosca Alvaro di Sinopoli, è finita al centro di una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. I carabinieri hanno dato esecuzione a 35 misure cautelari emesse dal Gip nei confronti di altrettanti indagati, raggiunti in Calabria, Sicilia, Piemonte, Lombardia e Abruzzo.

Il provvedimento è stato eseguito nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Palermo, Catania, Trapani, Caltanissetta, Torino, Milano, Pavia, Pescara e L’Aquila.

Secondo l’impianto accusatorio della Dda, gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dall’agevolazione mafiosa, oltre che di detenzione di armi, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e altri reati. Le accuse sono allo stato formulate nella fase delle indagini preliminari e dovranno essere vagliate nel prosieguo dell’iter giudiziario.

L’inchiesta, condotta dalla Sezione operativa della Compagnia Carabinieri di Palmi e dal Nucleo investigativo del Gruppo Carabinieri di Gioia Tauro, ha ricostruito l’attività di un presunto sodalizio con base tra Sinopoli e Sant’Eufemia d’Aspromonte, ritenuto attivo lungo l’intera filiera del narcotraffico: dall’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dall’estero fino allo stoccaggio, al trasporto e alla distribuzione della droga sul territorio.

La prima fase investigativa si è concentrata sul periodo compreso tra il 2020 e il 2021 ed è stata sviluppata anche attraverso un Ordine europeo di indagine che ha consentito di acquisire conversazioni criptate della piattaforma “SKY ECC”. Secondo gli investigatori, dalle chat sarebbe emersa l’esistenza di una struttura criminale organizzata guidata da due uomini che, pur detenuti e compagni di cella all’epoca dei fatti contestati, avrebbero continuato a impartire direttive grazie al supporto di familiari operativi all’esterno del carcere.

Gli accertamenti avrebbero inoltre documentato numerose importazioni di cocaina dal Sud America attraverso il porto di Gioia Tauro. Alcuni carichi sarebbero giunti a destinazione, mentre altri sarebbero stati intercettati dalle forze dell’ordine nel corso di operazioni di sequestro. Il quantitativo complessivo di stupefacente ricostruito dagli investigatori supera i 300 chilogrammi. Nell’attività illecita sarebbero stati coinvolti anche alcuni lavoratori portuali, incaricati, secondo l’accusa, di agevolare l’uscita della droga dallo scalo.

La seconda fase dell’indagine, sviluppata tra aprile 2023 e luglio 2024, avrebbe confermato la prosecuzione delle attività dell’associazione attraverso arresti in flagranza e sequestri di sostanze stupefacenti. In questo filone investigativo un ruolo di primo piano sarebbe stato ricoperto dal figlio di uno dei presunti promotori del gruppo.

Nel corso dell’inchiesta gli investigatori hanno inoltre ricostruito un presunto tentativo di sequestro ai danni di un acquirente palermitano, accusato di non aver saldato una precedente fornitura di droga. Il piano, che sarebbe dovuto scattare durante una consegna simulata di stupefacente, sarebbe stato bloccato prima della sua esecuzione grazie all’intervento degli investigatori.

Articoli Correlati