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Il "Libro Bianco sulla 'ndrangheta" a Roma: "Sapere è democrazia"

librobiancondranghetaNegli scorsi giorni, all'interno dell'aula Levi dell'Università La Sapienza di Roma, è stato presentato il Libro Bianco sulla ndrangheta, a cura di Claudio La Camera, con ricerca iconografica e foto di Adriana Sapone. Il volume, in più di 400 pagine arricchite da centinaia di immagini, racchiude il resoconto delle attività della Procura di Reggio Calabria che coincidono con gli anni di lavoro del Museo della ndrangheta e con l'arrivo del Procuratore Pignatone a coordinare l'intenso lavoro di magistrati e forze dell'ordine nella sede reggina.
Il libro bianco, che a partire dal titolo comunica il proposito di raccogliere la vastissima azione dello Stato in quelli che sono stati anni cruciali per la lotta alla ndrangheta a Reggio Calabria e provincia, ha dalla sua parte anche un altro elemento  che lo rende unico: accanto alle operazioni che hanno portato all'arresto di latitanti e di esponenti dell'area grigia, alla confisca di beni, alla condanna di imputati e alla collaborazione di pentiti, ha una composizione "corale", per le tante voci che descrivono la realtà degli ultimi anni. I contributi di studiosi (Francesco Forgione ed Enzo Ciconte), giornalisti (Michele Inserra, Peppe Baldessarro, Claudio Cordova, Domenico Grillone, Pino Toscano e Daniela Viscone),  e attivisti delle associazioni (Maria Ficara, Fulvio Librandi, Viviana Frisina -quest'ultima con una ricognizione sui movimenti antimafia attivi nella provincia di Reggio Calabria) che si occupano di azioni culturali di contrasto alla mentalità mafiosa , accompagnano gli scritti degli "addetti ai lavori" quali Procuratori (Giuseppe Pignatone e Giuseppe Creazzo), aggiunti (Michele Prestipino, Ottavio Sferlazza), sostituti (Alessandra Cerreti) e dei rappresentanti delle Forze dell'Ordine (Colonnelli Pasquale Angelosanto, Cosimo di Gesù, Gerardo Mastrodomenico), artefici dell'immenso lavoro svolto.
Presenti tanti altri referenti istituzionali, ieri, come il Questore di Reggio Guido Longo, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Lorenzo Falferi, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Claudio Petrozziello, il Capo della squadra mobile romana Renato Cortese e il Colonnello Stefano Russo del Ros che hanno assistito alla presentazione finale degli studenti del Corso di Laurea in Architettura che hanno viaggiato a Cinisi e a Rosarno ed elaborato  progetti per l'utilizzo degli edifici confiscati e hanno trovato ispirazione anche per il riutilizzo dell' "ex-Cinema Palazzo", sala teatrale storica di Roma da sottrarre alla destinazione cittadina di sala per giochi e scommesse. Il Prof. Luca Ruzza, ha annunciato la decisione dei docenti di adottare il libro bianco come testo di studio per il corso universitario.
Nella sua presentazione in qualità di curatore del libro, Claudio La Camera ha fatto riferimento al contributo di Giuseppe Pignatone, oggi Procuratore di Roma,  presente ieri in sala e chiamato a concludere nonostante la sua scelta di non intervenire. Parlando dell'articolo di Pignatone, La Camera ha detto:  "non cedendo all'invito a fare un bilancio dell'attività degli anni reggini, già dalla prima frase del suo scritto, il Procuratore Pignatone esprime la profonda motivazione che ha mosso il suo lavoro e che riassume lo spirito del libro stesso. Pignatone scrive: 'il sapere è portatore di democrazia'e se la riflessione sull'esperienza e sugli stessi risultati, da indagini a sentenze, non tralascia nessun aspetto, e soprattutto mette in guardia da verità semplicistiche che, in positivo o negativo eludono questioni urgenti,  sul concetto iniziale il suo articolo ritorna quando non manca di ribadire, come ha sempre fatto, non solo l'importanza della condivisione del lavoro e dello spirito di 'squadra', ma anche l'orgoglio della 'diffusione del sapere, in questi anni, per merito di molti, sulla base di materiali che noi abbiamo messo a disposizione'. Così La Camera prima del breve intervento, commosso, del Procuratore, che, proprio come scrive nel libro, ha ricordato che "se molto è stato fatto o quanto meno iniziato, molto di più, com'è ovvio, resta da fare. Da Siciliano ricordo sempre le parole di Padre Puglisi, che se di fronte  a questo mondo contro cui tutti protestiamo, intanto ognuno di noi facesse qualcosa, il mondo cambierebbe.