Lettere
 

Da mia figlia in quarantena a Milano

milano piazza san babilaRiceviamo e pubblichiamo:

I nostri ragazzi spesso ci sorprendono per la profondità delle loro riflessioni o forse ci sorprendono perché non li ascoltiamo abbastanza? Io, a dire il vero, parlo spesso con mia figlia anche di argomenti "seri". Aggiungo che però non è mai abbastanza. In ogni caso, mi accorgo che abbiamo una perfetta identità di vedute su questa situazione. Ecco quello che scrive lei:

"In questi giorni di quarantena ho pianto un pochino, sporadicamente, qualche lacrimuccia.
Sorprendente però, che abbia pianto per gioia e non per tristezza.

La prima lacrimuccia è scesa quando ho realizzato che non ero più spaventata dai miei pensieri e stavo infatti godendo della compagnia di me stessa.

La seconda lacrimuccia è scesa quando ho riempito il mio quadernino di pensieri e poesie senza avere la necessità di farle leggere a nessuno.

La terza è scesa quando ho pensato agli ultimi mesi, ma anche agli ultimi anni, e a tutti i giorni che ho passato ad essere chi non sono per fare cose che non volevo per persone che non hanno mai capito né chi sono né cosa volevo. Ma anche qui non era dolore, perché la terza è caduta quando, ripensandoci, mi sono accorta che la speranza era al primo posto tra le emozioni.

Tutto quello che ho imparato è tutto quello che non ho mai avuto il tempo di imparare per la percezione che esso stesso scorresse troppo veloce o troppo lento, che le occasioni comparissero solo per poi scomparire, che il vuoto dovesse assolutamente essere colmato da una cosa o da un'altra.

Ma la verità, lo sappiamo tutti, è che la vita ti accade ed è un enorme, incredibile, casino e dono.

Non esistono corse contro il tempo, cose non dette, persone perse, occasioni che non torneranno mai più.
Tutto è passeggero, momentaneo, spesso frutto della tua fantasia.

Quindi goditi l'aria che ti accarezza e ammira il cielo azzurro dopo aver ascoltato il rumore della pioggia.

Perché, alla fine, niente conta più di questo".

Nino Mallamaci, avvocato e scrittore