Lettere
 

Canne al vento

canne al ventoIn questi giorni in cui tutto, tutto, sembra un film di fantascienza, ho partecipato ad una videochiamata "collettiva" con delle amiche, che adesso è una moda che sbanca.

Una di loro, la più prorompente in ogni situazione, ci ha immerse nella sua immaginazione:"Ci pensate, quanto sarebbe bello se abitassimo tutte vicine, magari nello stesso palazzo? - Sicuramente ci potremmo aiutare maggiormente, ognuna con le sue competenze." Purtroppo o per fortuna, l'ho dovuta subito bloccare, prima che mi proponesse come ruolo di cucinare oppure rassettare, nonostante fosse soltanto una simulazione, mi sembrava corretto essere sincera, con i tempi che corrono. "E io che non so fare niente di manuale, va bene lo stesso se io, per dare il mio contributo, se io filosofeggio?"

Sono scoppiate a ridere, le mie amiche. E io mi sono sentita una buona a nulla.

È questo che siamo, tutti, in realtà. Buoni a nulla. Davanti a questo virus. Buoni a nulla. Davanti alla pandemia. Davanti alla schizofrenia. Davanti a quello che ognuno non immaginava nemmeno lontanamente.

Davanti alle guerre, intendiamoci, certo che ci sono gli eroi. Alla faccia, se no. Lo penso ogni secondo. Medici, infermieri, operatori sanitari, i miei amori, Omero scriverebbe su di loro come ha fatto per Achille. Se non di più. Và, come per Ulisse.

Certo che c'è un però, e lo dico chiaro. Davanti alla morte, io, tu che leggi, loro, tutti... Cosa siamo?

...

Restiamo interdetti con la bocca spalancata.

Canne al vento.

Lo dico per come lo ha detto Blaise Pascal, quello che tutti conoscono per qualche frase sui Baci Perugina. Un poco sto andando in solluccheri: filosofia 1 - ricette di cucina 0.

"Grazie del pensiero, sto abbastanza bene, sono preoccupata per mio papà che lui ci è abituato da tanto a non uscire che non sta bene a prescindere, stiamo bene, al momento." In questo momento ci telefoniamo forte, pure chi non ti parla da due anni improvvisamente si risente.

Quelli che conosco strettamente non sono stati toccati personalmente, bacio a terra, qui al sud non abbiamo la percezione del dolore che si sta provando su, però, c'è. E siamo tutti sulla stessa barca.

Stare chiusi in una stanza, in una casa, ma anche all'aria aperta, però soli, ci terrorizza, è questa la verità, perché nel silenzio delle distrazioni della Las Vegas quotidiana del mondo a cui siamo abituati siamo obbligati a riconoscere quel che davvero siamo, nullità.

Il divertissement, miei cari, è diventato fuori legge. E il nichilismo qui non c'entra nulla, anzi, è il trionfo della nostra voglia di vivere che ne verrà fuori. Ho letto molto, e, per esempio, è venuto fuori che questa reclusione sia il trionfo degli asociali. Baggianate! Non ho mai visto tanta gente, solitamente schiva o come si dice da noi "mmuntuniata", sui balconi, sulle chat e sui social, tutto in una volta. Ironia a palate, pure carina, pizze e tiramisù in tutte le cucine sabato sera, mamme che si riscoprono tali e ne sono pure contente.

A loro una dedica, in particolare, sono quasi verso la fine, don't worry.

Moltissimi i primi giorni si stavano sentendo male. Senza le maestre, mocciosi tra i piedi, sembrava un film di fantascienza; e in più, un film del Quattrocento. Poi, io che non ho figli, purtroppo o per fortuna, le ho sentite. Cito mia sorella e la mia amica, per tutte. In una sola parola, favolose. Cosa non si sono inventate! Mi si ribatterà: ma è scontato. È ciò che dovrebbero fare normalmente. Scontato un corno! In questa situazione, è la vita che va avanti, prorompente. Non far trapelare ai più piccoli la benché minima preoccupazione. Armarsi di tutorial per far passare il tempo agli innocenti reclusi. Impedire agli adolescenti di uscire proprio nell'età dell'ormone a palla e delle sigarette di nascosto. I compiti online senza doposcuola.

Per me, hanno vinto loro.

Checca, mia commarella dall'infanzia, mamma di Chiara: "Fra, grazie del pensiero, sto benone. Certo, mi immedesimo nel dolore di chi ha avuto una perdita per questa situazione drammatica. Io invece che devo dire? Lavoro da casa e posso godermi così mia figlia e mio marito, che quando ci ricapiterà più di stare tutti e tre assieme, ne sono felicissima." Giuro che mi ha impressionato, perché è stata tra le poche a non lamentarsi. Non della bambina. Di avere il marito tra i piedi dentro casa.

Vi amo tutti.

"L'uomo non è che una canna, la più debole della natura, ma è una canna che pensa. Non serve che l'universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d'acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma se l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe comunque più nobile di ciò che l'uccide perché sa di morire e conosce il potere che l'universo ha su di lui, mentre l'universo non ne sa nulla.

Tutta la nostra dignità consiste dunque nel pensiero. È da qui che bisogna partire, non dallo spazio e dalla durata, che noi non sapremmo riempire.

Franca Morabito - Insegnante