"Siano di legno le vostre paure”. Una poesia che parla di speranza

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Legnamerie d'amore. Definì così i suoi sonetti Neruda, pezzi di legno. Così, mi piacerebbe per prestito poetico, che non me ne voglia, pensaste ai giorni che saranno, quelli che verranno, che lenti come piccoli tronchi sul fiume scivoleranno via, placidi, serafici, fragili, fino alla fine di questa attesa.
Siano di legno le vostre paure, scricchiolino pure, lasciatele fare. I timori diventino timoni, non è un gioco di parole, o meglio, non solo. Suona bene ma fidatevi, nessun capitano che la storia ricordi, persino il vile Schettino, ne è stato esente. La paura contagia tutti, dal primo dei marinai all'ultimo dei mozzi. Siate ufficiali dell'arma bianca: il sorriso. Tornerà il tempo di sfoggiarlo.
Siano di legno le vostre mancanze.
Fatene casette sull'albero, quelle mai avute.
Edificate i sogni e affacciatevi ai balconi.
Andrà tutto a fuoco.
I vostri canti fuori siano torce accese sulle paure.
Finiranno le conte e inzieranno i contatti di pelle, di carne, di primavere sulle bocche, di sere negli abbracci nudi d'estate.
"La canzone del sole"
alle diciotto di un giorno che muore,
accendete la radio, spegnete la tele,
la fine è promessa,
chi canta lo sa.
E andranno.
E andrete.
Andrà tutto bene.

di Martina Marino 

(Foto di Giuseppe Vottari)