Tre mesi di attività, tra spettacoli e laboratori tematici: ripartono le attività al Piccolo Teatro dell’Università della Calabria con “Focus“, la rassegna autunnale la cui direzione artistica è affidata a Lindo Nudo, autore, formatore e regista teatrale, ideatore e fondatore della compagnia Teatro Rossosimona.
Un cartellone capace di intrecciare produzione teatrale, ricerca e attività laboratoriale, finalizzato a rafforzare la qualità culturale e la dimensione comunitaria dell’ateneo grazie anche alla rinnovata collaborazione con l’Università della Calabria e allo scambio didattico con alcuni dipartimenti.
Il primo spettacolo in programma è “Jennu brigannu – Storie di briganti calabresi” – venerdì 2 ottobre alle 20:30: con Manolo Muoio ed Ernesto Orrico e le musiche dal vivo di Paolo Napoli su testo di Vincenza Costantino.
Due uomini, due sedie, una bottega immaginaria in cui si vende vino in una qualsiasi strada di paese. I due discorrono fra loro del brigantaggio, dispiegando le loro conoscenze con i modi di cui sono capaci: ne parlano mischiando la storia dell’Unità d’Italia con le vicende riportate da testimonianze inedite o inventate, intrecciando cronache agiografiche, calunnie, leggende, materiali fotografici e documentari e un po’ di spensierato “sentito dire”.
Dopo oltre vent’anni di repliche, lo spettacolo torna in scena in una versione rinnovata, segnando un nuovo passaggio di un lavoro profondamente legato al percorso artistico della compagnia.
Un debutto, una prima nazionale, il 16 e 17 ottobre alle 20:30, per “Restiamo umani” che segna il ritorno alla regia di Lindo Nudo. Uno spettacolo di teatro civile, interpretato da Francesco Mastroianni e Francesco Pupa, che nasce dall’urgenza di interrogare il presente attraverso la memoria: non una lezione di storia, ma un viaggio scenico che mette in relazione guerre, persecuzioni, migrazioni, silenzi e resistenze.
In uno spazio senza tempo, delimitato da un filo spinato che può essere confine, campo, frontiera o ferita, due uomini raccolgono ciò che la storia ha lasciato dietro di sé: sacchi, cassette, fiori, una bambola, un trenino, una chitarra, un naso rosso. Sono testimoni e insieme personaggi; attraversano epoche e luoghi assumendo, di volta in volta, il volto di chi subisce, di chi obbedisce, di chi giudica, di chi soccorre e di chi prova a restare umano. I quadri evocano la Shoah e il processo di Norimberga, Hiroshima e Nagasaki, le guerre dell’ex Jugoslavia, la Palestina, i naufragi nel Mediterraneo e la tragedia di Cutro, ma anche Riace e le esperienze di accoglienza.
Il 5 novembre alle 20:30 sarà la volta di “Risto Reich“, di e con Manolo Muoio e il contributo artistico di Ernesto Orrico, in collaborazione con la compagnia Satyrikon di Vienna.
Ancora uno spettacolo che fa riflettere, basato su testi tratti dal volume “Risto Reich. Il lavoro del cameriere” (Alegre, 2025) di Luigi Chiarella: un libro che sorprende per la crudezza linguistica e per l’ironia pungente. Ne deriva una performance asciutta e affilata – spiega Muoio – “durante la quale i materiali scenici hanno cominciato a esprimersi per conto proprio rivelando aspri brandelli di senso e preziose immagini epifaniche, in una di quelle reazioni alchemiche che soltanto alcune rare volte si verificano, nell’incontro/scontro fra arti sorelle praticate da menti affini”.
Il debutto di “Risto Reich” si inserisce in un percorso di confronto con la scrittura di Luigi Chiarella che proseguirà, nel mese di novembre, con “Working Class Ink“, laboratorio di scrittura del reale a cura dello stesso autore, da realizzare in collaborazione con i corsi di studio del Dispes – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali: Media e Società Digitale, Scritture Immagini e Media Digitali, Scienze della Politica e Istituzioni Internazionali
“Poesia italiana del Novecento” è invece il titolo del laboratorio di dizione a cura di Lindo Nudo, da realizzare in collaborazione con il Disu – Dipartimento di Scienze Umane dell’Università della Calabria, in programma nel mese di dicembre.
Un cartellone articolato che restituisce la pluralità delle attività di Teatro Rossosimona e che, attraverso spettacoli, laboratori e momenti di approfondimento, mette al centro alcuni degli elementi caratterizzanti la ricerca della compagnia: la parola, la memoria, il rapporto con la realtà, la formazione dell’attore e il confronto con il pubblico e con il mondo universitario.
Teatro Rossosimona, fondata nel 1998 e diretta artisticamente da Lindo Nudo sin dalla costituzione, opera nella produzione teatrale professionale, nella nuova drammaturgia, nel teatro civile e sociale, nella formazione e nel rapporto con scuole, università e territori. La compagnia è riconosciuta dal Ministero della Cultura e sostenuta dalla Regione Calabria.
