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Anche oggi Massimo Ripepi non si è dimesso

ripepimassimo 500di Claudio Cordova - Si può rimanere delusi da qualcuno da cui ci si aspetta qualcosa. In questo caso, quindi, possono esserci tante cose: rabbia, nausea e disgusto, fastidio e amarezza, ma di certo non delusione. Come ci si poteva, infatti, aspettare un segno e un gesto di coraggio, ma, soprattutto, di dignità, da Massimo Ripepi?

Impossibile.

Il pastore-consigliere comunale è ancora lì. In carica. Come se la drammatica vicenda della violenza sessuale subita da una bambina di 9 anni sia una cosa da poco. Come se sia insignificante che un uomo che dovrebbe guidare anime fragili sconsigli di rivolgersi alle Autorità per un fatto così grave. Per di più ricoprendo la carica pubblica di consigliere comunale.

Nonostante le gravi vicende sollevate dal Dispaccio (leggi qui), che hanno provocato la reazione anche di importanti esponenti nazionali del suo partito, Fratelli d'Italia, Ripepi è lì. Dimostra di non avere rispetto per la bambina, per la pur sgangherata famiglia della vittima, per il Consiglio Comunale e per se stesso. Incollato con il culo a una poltrona che neanche fosse quella più alta del mondo. Un ulteriore sintomo di quello che sia Ripepi. Un ulteriore segnale che spinge a dover davvero vederci chiaro sulla sua Comunità, PACE, e su quanto sia grottesco credere che anche solo una persona in circolazione possa vedere in lui qualcosa di tale da spingere ad affidarsi spiritualmente alle sue cure.

Ripepi è lì.

Da qualche giorno, pavidamente, tace. Spera che la piena passi, per mantenere il proprio ruolo, che gli permette di avere visibilità per le sue risibili battaglie politiche. Da un lato, meglio così, forse. Il silenzio è d'oro. Soprattutto se, dando fiato alla bocca ed energia ai polpastrelli, si dicono e si scrivono note stampa vigliacche come quella (l'unica) divulgata qualche giorno fa, in cui Ripepi, ha pensato bene di scaricare tutte le responsabilità sulla madre della piccola violata (leggi qui).

Un quadro nauseabondo che ha fatto vergognare di essere uomo, di essere maschio, chi vi scrive.

Ripepi è lì, perché, come detto, non ci si può aspettare da lui qualcosa di buono. Si può sperare solo che gli eventi possano incidere sulla sua pavida anima e, quindi, portarlo a scappare con la coda tra le gambe. In tal senso, bene ha fatto il centrosinistra a prendere posizione già nelle ore successive all'emersione del fatto (leggi qui). Con la speranza, ovviamente, che ci si limiti solo a una nota stampa, ma che si metta in atto ciò che si annuncia. Ancor meglio ha fatto il consigliere comunale Saverio Pazzano, che ha annunciato una mozione di sfiducia nei confronti dell'esponente di Fratelli d'Italia (leggi qui).

Tace, invece, il centrodestra. Ma questa è un'altra (vergognosa) storia, di cui parleremo presto. Perché la piena non può certo passare in un paio di giorni. Perché Ripepi deve andare via, lasciare spazio ad altri nelle Istituzioni. E bisogna indurre tutto ciò. Perché, appunto, non è una scelta che, verosimilmente ci si può aspettare da lui, autonomamente.

Del resto, lo scriveva Alessandro Manzoni, "il coraggio uno non se lo può dare" se non ce l'ha. Nemmeno la dignità.