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I milioni per Muccino e neanche un euro per La Cava e Alvaro: così la Cultura muore in Calabria

LACAVA-ALVAROdi Mariateresa Ripolo - Un milione e 700 mila euro per uno spot che avrebbe dovuto pubblicizzare la Calabria nel mondo. Il risultato è stato un vero e proprio flop, con una rappresentazione dei calabresi ai limiti dell'insulto.

Ma se per "Calabria, terra mia" - il cortometraggio scritto e diretto da Gabriele Muccino - la Regione è riuscita a sborsare quasi due milioni di euro, per premi letterari ormai consolidati a livello nazionale, come quelli dedicati agli scrittori calabresi Mario La Cava e Corrado Alvaro, è andata esattamente al contrario.

Ritenuti «non idonei e non ammissibili a finanziamento» per il bando pubblicato dalla regione dedicato agli eventi culturali, il Premio Letterario "Mario La Cava" e il Premio Letterario "Corrado Alvaro" sono oggi fortemente a rischio.

Il bando. 700mila euro i fondi in totale per il finanziamento di progetti che abbiano come fine ultimo la "Valorizzazione di eventi storici e personalità rilevanti a livello regionale in ambito culturale e artistico". Fondi destinati, dunque, «al sostegno - si legge nel bando - di iniziative di studio inerenti fatti e figure della storia calabrese, realizzate, in luoghi culturali di prestigio o comunque di valore storicoculturale, da Fondazioni e Istituti culturali che abbiano svolto documentata attività negli ultimi due anni».

26 i progetti che sono riusciti ad avere il punteggio necessario per essere considerati "idonei", la maggior parte ha avuto accesso al finanziamento massimo (30 mila euro). Ben 56, invece, i progetti e le associazioni culturali che si sono visti negare ogni tipo di supporto economico.

Per la valorizzazione di personalità di rilievo in ambito culturale e artistico la Regione è riuscita, dunque, a "trovare" nel complesso, per 82 potenziali progetti da finanziare, soltanto 700 mila euro: neanche la metà del costo di un cortometraggio di soli 6 minuti.

L'esclusione di premi di rilievo nazionale. Non c'è mai fine al peggio, è proprio il caso di dirlo, se si considera che dal finanziamento sono stati esclusi premi letterari dedicati a personalità di enorme spessore culturale: Mario La Cava e Corrado Alvaro, solo per citarne due. Autori calabresi, di fama internazionale, che non avrebbero bisogno di presentazioni. Peccato che la Commissione regionale, tuttavia, non abbia assegnato loro il punteggio sufficiente per accedere a un bando destinato a «personalità rilevanti a livello regionale in ambito culturale e artistico». Ma chi meglio di loro?

Il successo del Premio Letterario "Mario La Cava". Grave che un evento culturale come quello dedicato allo scrittore bovalinese Mario La Cava non sia stato ritenuto degno del finanziamento: il progetto ha ricevuto soltanto 50 punti su 100 (60 era il punteggio minimo per ottenerlo). Il premio, promosso dal Comune di Bovalino in collaborazione con il Caffè letterario "La Cava", con il patrocinio della Regione Calabria e dell'Ordine degli Avvocati di Locri, è riuscito in sole tre edizioni ad affermarsi nel panorama culturale nazionale.

Nel corso degli anni, l'evento ha visto la partecipazione di illustri personalità come Walter Pedullà, Claudio Magris, Raffaele Nigro, Vito Teti, Andrea di Consoli, Anna Melato, e la partecipazione di scrittori di fama nazionale come Maria Pia Ammirati, Nadia Terranova, Cinzia Leone, Matteo Meschiari, solo per citarne alcuni. Nel corso dei dieci anni di intensa attività, inoltre, sono decine gli scrittori, i musicisti, gli artisti che hanno presentato le loro opere al Caffè Letterario "Mario La Cava". Escludere in questo modo un progetto simbolo dell'impegno culturale di un'associazione che con fatica e dedizione opera da anni, dimostrando di essere un faro per i giovani della Locride, è un vero e proprio insulto, forse ancor più di un brutto cortometraggio che non ci rappresenta affatto.

È un insulto alla Calabria, ai calabresi e alla Cultura (quella con la C maiuscola).