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Passeggiate, ordinanze, Falcomatà e Santelli. Vince la confusione, poveri reggini

santellifalcomatadi Pasquale Romano - E chi ci capisce più niente? In tempi tristi e difficili per la Calabria e l'Italia intera, alle prese con emergenza sanitaria e il disastro economico, avremmo volentieri fatto a meno di attorcigliare la nostra mente attorno a ragionamenti arzigogolati. La confusione regna sovrana, è il 'caos lessicale' con termini che si inseguono freneticamente alla ricerca di un significato e ordinanze che si susseguono a ritmi indiavolati, talvolta contraddicendosi.

La passeggiata, in riva allo Stretto, negli ultimi giorni è diventata oggetto di discordia e materia da dibattito accademico. Chi se lo sarebbe mai immaginato?

"Voglio tranquillizzare tutti i cittadini, non sono impazzito di colpo. Attendo risposte dal Governo sul tema delle passeggiate e dell'attività motoria, poi vi comunicherò cosa si potrà fare attraverso alcune grafiche", specificava venerdi 1 maggio il sindaco Falcomatà attraverso Facebook. Circa 24 ore più tardi l'atteso chiarimento: "Sarà possibile anche passeggiare, non vogliamo fare processi alle intenzioni. Non inteso come stare in piazza o scusa per creare assembramenti, ma la passeggiata rientra tra le attività consentite dal 4 maggio", le parole del primo cittadino lo scorso sabato.

Ieri, primo giorno della Fase 2, le vie del centro storico di Reggio Calabria sono riprese a brulicare di persone. Tra chi festeggiava il ritorno alla normalità e chi invece si è lamentato per la troppa leggerezza, il dibattito si è scatenato sui social network. Foto del Lungomare pieno di persone sono rapidamente diventate virali, come spesso (purtroppo) accade internet è diventato il ring ideale dove sfogare rabbia e frustrazione, con le due 'curve virtuali' a beccarsi senza esclusione di colpi.

Nemmeno il tempo di metabolizzare il botta e risposta consumatosi sui social network che ci si è subito rituffati nelle querelle finemente lessicale. Questo pomeriggio, l'amministrazione comunale di Reggio Calabria ha emanato un chiarimento (QUI la notizia) che in realtà non sembra chiarire molto, giocando sui termini 'attività motoria' e attività fisica' allo stesso modo del Governo. E' possibile, ad esempio per due coniugi passeggiare per le vie del centro, con un gelato in mano e tenendo per mano il proprio figlio? Solo se in tuta ed intenti a svolgere "attività motoria", a quanto pare.

Del resto, se il sindaco Falcomatà era già intervenuto sul tema ed aveva emanato un'ordinanza a riguardo, il 'chiarimento del chiarimento' ha solo prodotto l'effetto contrario. E' possibile, ad esempio, per due coniugi passeggiare per le vie del centro, con un gelato in mano e tenendo per mano il proprio figlio? Solo se in tuta ed intenti a svolgere "attività motoria", a quanto pare. Se l'intenzione invece è quella di passeggiare guardando le vetrine in cerca di un'occasione, magari in modo più compassato e indossando un completo sartoriale elegante, no.

Piovono ordinanze. Sempre nella giornata odierna, con Ordinanza sindacale n.45, l'amministrazione comunale di Reggio Calabria ha comunicato la riapertura dei mercati cittadini. Disposta, da mercoledi 6 maggio, "la riapertura delle sole attività di generi alimentari all'interno dei mercati rionali di Archi, Pellaro, Tito Minniti, Catona, Botteghelle, Gallico, P.zza del Popolo, posteggi fuori mercato, mercato ittico, mercato di Via Filippini, Largo Piazzale Lido".

Una decisione che pare coerente con la voglia di tornare gradualmente alla normalità e riaprire le attività commerciali del territorio reggino. Alla luce però dello scontro acceso con la decisione della Governatrice Jole Santelli di consentire il consumo di cibo all'esterno di bar, ristoranti e pizzerie, tanto da rifiutarsi di dare seguito all'ordinanza regionale, l'ultima decisione di Falcomatà appare contraddittoria ed aumenta il tasso già elevato di confusione che domina Reggio Calabria da qualche giorno. Un bel giro tra i mercatini si, divincolandosi tra le persone, e il consumo di un caffè o di una pizza comodamente seduti in un tavolo all'aperto no? Così è. Poveri reggini.