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Coronavirus, in Calabria il ‘match point’ è nelle mani dei fuorisede

esodostazione600di Pasquale Romano - Zero come la felicità. Anche lo 0 può essere anche il numero più bello da ammirare. E' un curioso scherzo del destino quello che vede la Calabria per la prima volta senza nuovi casi di positivi al Covid-19 all'antivigilia di una data fatidica. Il 4 maggio infatti scatta la Fase 2 e la fine del lockdown, previsto un esodo di rientro dei fuorisede che vivono fuori dai confini regionali.

Sarà il primo passo verso la normalità, un accenno di ritorno alla vita. Anche per questo motivo, i rischi sono dietro l'angolo. La Calabria grazie alla prevenzione, al corretto comportamenti dei cittadini e l'egregio lavoro svolto all'interno delle strutture sanitarie, è riuscita a mettere il virus alle corde. Praticamente al tappeto. Adesso però, il Covid-19 ha l'occasione propizia per assestare un temibile gancio e riaprire la contesa.

Non c'è nemmeno da discutere sull'opportunità o meno di accogliere i fuorisede, dibattito che può impegnare soltanto chi fa dell'idiozia la propria cifra intellettuale. Qualcuno, a dire il vero, è riuscito nell'impresa. Si tratta di figli della Calabria, soltanto in 'prestito' in altri territori, che hanno tutto il diritto di rientrare e riabbracciare i propri cari. Abbraccio che, secondo ordinanza, dovrà anticipare un isolamento volontario domiciliare di 14 giorni.

Non si può negare, per amore della verità, che il contemporaneo rientro di migliaia di calabresi provenienti da regioni fortemente colpite dalla diffusione del Covid-19 rappresenta un rischio per la Calabria. Quale la soluzione per affrontare quello che si palesa come un vero e proprio 'cul de sac'? Di sicuro non basta quanto comunicato dalla Regione Calabria con l'ordinanza che regolamenta il rientro dei fuorisede.

"Il Dipartimento di prevenzione valuterà la necessità e/o l'opportunità di effettuare il tampone rinofaringeo", si legge nella comunicazione della Governatrice Santelli. I tamponi, anche se effettuati a tappeto a tutti i fuorisede una volta rientrati in Calabria, sarebbero tardivi ed inutili. In attesa dei risultati infatti, i fuorisede avranno già avuto contatti con gli ormai celeberrimi 'congiunti', con il rischio contagio già moltiplicatosi per un'infinità di volte.

Tamponi da effettuare alla fonte a tutti i fuorisede pronti al rientro, uno o due giorni prima della partenza, la soluzione ideale ma evidentemente di difficile realizzazione. Oramai, in ogni caso, non concertata e organizzata tra la regioni del nord e del sud.

Nel ballo tra scienza, medicina e statistiche, la fortuna gioca il proprio ruolo. La speranza è che ci sia un numero vicino allo 0 di (inconsapevoli) positivi al Covid-19 tra le migliaia di fuorisede che dal 4 maggio faranno rientro in Calabria. Ancora lui, lo zero. La chiave per avvicinare la vittoria nella partita contro il Coronavirus.