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L'impegno di Maria Carmela Longo per non far trasferire Paolo Romeo dal carcere di Reggio Calabria

romeopaolo10mag 500di Claudio Cordova - Un trattamento di favore non poteva non meritarlo anche l'avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo, considerato a capo della cupola massonica della 'ndrangheta. Tra le condotte contestate all'ex direttrice del carcere di Reggio Calabria, Maria Carmela Longo, indagata per concorso esterno in associazione mafiosa, c'è anche l'atteggiamento avuto nei confronti di Romeo, prima detenuto presso il penitenziario "Panzera" e poi trasferito nel supercarcere di Tolmezzo.

Secondo l'indagine curata dai pm antimafia Stefano Musolino e Sabrina Fornaro, Romeo sarebbe rimasto a Reggio Calabria ben oltre il periodo stabilito per gli impegni di giustizia, quali interrogatori e udienze. Questo, è scritto nelle carte d'indagine, "grazie all'interessamento della Longo e alla sua interazione con il difensore di Romeo". Sono le conversazioni captate all'interno dell'ufficio della Longo a chiarire l'occhio di riguardo nei confronti di Romeo. A fronte di un appartenente della Polizia Penitenziaria che rileva la stranezza della permanenza dell'ex parlamentare nel carcere reggino, la Longo inventerebbe qualsiasi cosa pur di prolungare il soggiorno in città, anziché rispedire il detenuto a Tolmezzo. Al commissario suo interlocutore parla di inesistenti impegni di giustizia, farfuglia, ma subito dopo si adopera per aggirare quelle che sono le regole sulla detenzione in carcere.

Agli atti c'è persino una conversazione tra la stessa Longo e il legale di Romeo, peraltro successiva alla segnalazione dell'esponente della Polizia Penitenziaria. Il legale chiederebbe come fare per ritardare il trasferimento, chiedendo se la comunicazione al carcere concernente l'impegno di Romeo in udienza richieda la previa fissazione da parte del Tribunale della data di udienza o meno. La donna afferma che nel caso in cui non vi sia una data del Riesame a cui appigliarsi per evitare la traduzione a Tolmezzo, il personale penitenziario non avrà tempo di provvedere alla traduzione del detenuto: "Anche se non risulta niente dal Riesame... Eh! Vuol dire che non c'hanno tempo!".

Questo il lapidario commento che può essere letto nelle carte d'indagine: "No comment, è davvero sconcertante: la Direttrice di un Istituto Penitenziario si siede a tavolino con il difensore di un detenuto del calibro di Romeo per pianificare una strategia strumentale a impedire che questi, come prescrive la legge, faccia rientro presso la Casa Circondariale di appartenenza, Tolmezzo". Subito dopo l'istanza del Riesame da parte del difensore di Romeo è la Longo ad attaccarsi al telefono per evitare il trasferimento del detenuto "eccellente".