Dossier
 

Adamo, Giamborino & co.: traffico di influenze illecite per comandare sempre e comunque

adamonicolabis 500di Claudio Cordova - Rapporti nati in seno ai palazzi istituzionali e proseguiti, poi, anche quando i mandati elettorali verranno meno. Sempre e comunque, però, per amministrare potere. Nell'inchiesta "Rinascita-Scott" sono coinvolti anche gli ex consiglieri regionali Pietro Giamborino (finito ai domiciliari) e Nicola Adamo, per cui è stato disposto il divieto di dimora in Calabria.

I fatti risalgono al marzo-aprile 2018, allorquando Giamborino incontra nella città di Messina Giuseppe Capizzi, imprenditore siciliano. I due fanno riferimento, alla partecipazione ad una ara pubblica bandita dal comune di Vibo Valentia, che Capizzi, che aveva partecipato con una società, non si era aggiudicato e, di conseguenza, aveva impugnato il provvedimento amministrativo innanzi al T.A.R. Calabria – Catanzaro. Giamborino chiede a Giuseppe Capizzi di fornirgli un appunto in cui venga riepilogata l'intera vicenda con l'indicazione che nella settimana seguente sarà nominata una commissione per la valutazione della documentazione: "..."ok, andate a costruirmi questo appunto forza"; "Filippo nell'appunto scrivimi il nome dell'avvocato nostro".

Dallo scambio di battute si comprende in maniera chiara che Pietro Giamborino avrebbe investito del "problema" il dott. Nicola Durante e che occorreva essere molto prudenti nel muoversi. Il successivo 3 aprile 2018, Pietro Giamborino incontra Nicola Adamo, personaggio di spicco del Partito Democratico calabrese e suo stretto amico di lunga data, nonché considerato spin doctor dell'attuale presidente della Giunta Regionale, Mario Oliverio. Ad Adamo, Giamborino prospetta la necessità di intervenire presso il T.A.R. Calabria - Catanzaro per un ricorso presentato da un giovane e brillante imprenditore catanese per la mancata aggiudicazione ad una gara d'appalto inerente lavori da eseguirsi nella città di Vibo Valentia. Nello spiegare la questione a Nicola Adamo, Giamborino precisa il tribunale amministrativo avrebbe proceduto alla nomina di una commissione tecnica regionale per esprimere un parere sul merito del ricorso, auspicando che i membri della stessa venissero individuati tra professionisti della Regione o dell'Università. Affinché ciò accadesse, Pietro Giamborino chiedeva l'intervento di Adamo: ".... ..inc.., allora.., tu pensa che io la mattina di sabato santo sono andato a ... a coso ... sono andato a Messina, per incontrare questo amico mio giovanotto brillante di Catania..."..."...un imprenditore di successo ..." ..." ...già fatto, ed ha fatto tutto lui ha partecipato ad una gara a Vibo, ..inc.. (n.d.r. abbassa notevolmente il tono della voce)..."..."...con uno di Vibo per... con ..inc.. sua da ... la a ..inc.. l'hanno imbrogliato a lui ..inc.. ..inc.. e nonostante questo ..inc.. ..inc.. ha perso per 2 punti virgola tre ... due punti e mezzo, ha fatto ricorso al TAR, e qua poi si è fermato e ..inc.. ..inc.. nei casini, così pensava di ..inc.. ..inc.. delusione ..inc.., ..inc.. con le ..inc.. criticità sulle quali il denunciante... lui è secondo, il denunciante ..inc.. e sarà nominata ..inc.. una commissione.. ..inc.. chiamare.., la commissione tecnica regionale".... "...inc.. la nomina il TAR ...pure universitaria". Nicola Adamo replica: "... Andiamo e parliamo con Durante allora...!", Presidente della II Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale della Calabria, organo appunto presso il quale è stato avanzato ricorso avanzato dal Consorzio Stabile Progettisti Costruttori/Cospin S.r.l.

Passano alcuni giorni e il 7 aprile, Pietro Giamborino si incontra con Capizzi per riferirgli quanto stabilito con Nicola Adamo.

Successivamente Pietro Giamborino e il nipote Filippo Valia si intrattengono in una conversazione da cui si ricava che Giamborino gli invierà per posta elettronica la documentazione necessaria per preparare il documento nell'interesse di Capizzi la cui stampa sarebbe stata consegnata al Giamborino non dal Valia, ma per prudenza da sua moglie Daniela Primavera. Il giorno dopo Giamborino, Valia e Capizzi si incontrano e Valia fa sapere a Pietro Giamborino che la sera stessa avrebbe preparato un file word con tutte le informazioni relative al giudizio in corso, per come. Giamborino, riferendosi al giudice del TAR da interessare, cosi si esprime: ".... è lui ... il TAR è lui... il TAR è lui... della sua... 'della Regione voglio l'architetto Tizio l'ingegnere quello.., e il geometra quello' ... se li sceglie facendo riferimento a Nicola Adamo, Giamborino chiarisce che quest'ultimo mercoledì andrà a parlare con il Dottor Durante Nicola "...mercoledì... ecco e lui vuole andare ... lì con una carta ..inc.. dice... inc..., si dice 'ma questo appunto di eh... eh... eh... questo che c'è' dice 'l'ho capito bene'.

Sono giorni intensi e il 10 aprile Pietro Giamborino incontrerà, dopo aver fissato un appuntamento, il professorMario Maiolo (altro ex politico regionale) del Dipartimento di Difesa del Suolo, dell'Università della Calabria, località Arcavacata di Rende. Dai dialoghi censiti, emerge che i due fanno espresso riferimento alla causa di Capizzi e si accordano per incidere sulla commissione tecnica che il Maiolo avrebbe potuto indirizzare anche senza farne formalmente parte.

Da successive conversazioni intercettate emerge che sui lavori che avrebbe preso Capizzi a seguito del favorevole pronunciamento del TAR, una parte sarebbe "spettata" alla società di Pino D'Amico.

Il 6 novembre, viene resa pubblica la sentenza del TAR Calabria, relativa al ricorso proposto da "Consorzio Stabile Progettisti Costruttori" ed iscritto al n. 22 del 2018. La Corte di giurisdizione amministrativa sentenzia accogliendo il ricorso della proponente laddove viene richiesto l'annullamento dei punteggi sull'aspetto delle migliorie assegnato alla ditta Coseam, prima classificata, nonché una nuova valutazione dell'offerta presentata da quell'operatore economico.

Per gli inquirenti, il susseguirsi dei fatti porterebbe a ritenere raggiunta la gravita indiziaria a carico di Nicola Adamo, Giuseppe Capizzi, Pietro Giamborino, Filippo Valia, per il delitto di influenze illecite. Capizzi in quanto, avendo interesse ad aggiudicarsi la gara per alcuni lavori pubblici, da eseguirsi a Vibo Valentia, ha interessato Pietro Giamborino in quanto politico in grado di interferire sull'esito del ricorso al T.A.R.; Filippo Valia, agevolando i rapporti tra Giamborino e Capizzi rendendo lo scambio dei messaggi indiretto e di più difficile ricostruzione, nonché predisponendo la documentazione che lo zio Giamborino chiedeva per poter eseguire efficacemente il loro piano; Pietro Giamborino quale regista di tutta la vicenda, interessandosi in prima persona e contattando Nicola Adamo con il quale si incontrava e che, per interessare il dott. Nicola Durante, si faceva promettere l'importo di 50.000 euro quale corrispettivo.