Cosenza
 

Sapia (L'Alternativa c'è) chiede risposte per la Cardiologia e la Pet del 118 di San Giovanni in Fiore

«L'ambulatorio pubblico di Cardiologia di San Giovanni in Fiore va dotato al più presto delle apparecchiature diagnostiche adeguate. Per il bene di tutti, poi, non è ammissibile che la stanza in cui si trova sia condivisa da altri specialisti dell'Asp di Cosenza. È una questione di dignità dei pazienti e del personale sanitario, che sono certo verrà risolta in tempi brevi». Lo afferma, in una nota, il deputato di L'Alternativa C'è e della commissione Sanità Francesco Sapia, che venerdì 17 settembre è stato a San Giovanni in Fiore per due ispezioni parlamentari: al Distretto sanitario e alla Pet del 118. «Scriverò immediatamente al commissario dell'Asp di Cosenza, Vincenzo La Regina, che sa sempre rispondere – sottolinea il deputato – a richieste corrette e motivate come questa. Ci sono molti locali disponibili per garantire le visite cardiologiche pubbliche ai cittadini di San Giovanni in Fiore, riprese dallo scorso luglio grazie all'intervento del commissario La Regina e importantissime per la prevenzione; specie in un territorio, come quello di San Giovanni in Fiore, che negli ultimi due anni non ha potuto usufruire dell'ambulatorio in argomento, con conseguente ricorso al cardiologo privato da parte di chi ne aveva la possibilità economica».

«Per quanto riguarda, invece, la Pet del 118 di San Giovanni in Fiore, è necessario – prosegue il parlamentare di L'Alternativa C'è – che si risolvano, come ha pure chiesto il sindaco Rosaria Succurro, alcuni conflitti interni al personale lì in servizio. Inoltre, è indispensabile che venga reclutato almeno un altro medico del 118 per garantire il trasferimento protetto dei pazienti in ambulanza. Non sono candidato e non ho candidati alla carica di presidente o di consigliere della Regione Calabria. Quindi in assoluta libertà sto lavorando, come sempre, perché – conclude Sapia – a livello nazionale sia rivisto l'inquadramento dei medici del 118 e perché la Calabria possa finalmente uscire dal commissariamento sanitario».