Cosenza
 

Il Comitato Esecutivo Cisl di Cosenza: "Nominare commissario Sanità"

Mentre si attendeva nella serata la decisione del Consiglio dei Ministri sulla nomina del Commissario ad acta per la Sanità calabrese, si è riunito nel pomeriggio in videoconferenza il Comitato Esecutivo della Cisl di Cosenza. I lavori, aperti dal Segretario generale provinciale Giuseppe Lavia, hanno visto anche l'intervento del Segretario generale regionale, Tonino Russo. Al centro dei lavori la Sanità e l'emergenza Covid-19, la crisi economica, il lavoro.

Il Segretario generale della Cisl di Cosenza, Giuseppe Lavia, ha iniziato la sua relazione ponendo l'attenzione sulla difficoltà di questa fase storica per il Paese. «Tra pandemia ed emergenza economica, per la Calabria è l'ora più buia», ha esordito. «C'è un grande impegno della confederazione – ha proseguito – per il blocco dei licenziamenti e sulle altre misure per far fronte alla crisi. Chiediamo l'ascolto del Governo sui ristori, sulle proroghe naspi, sul piano per gli investimenti. Il Recovery fund deve essere l'occasione per un grande piano per tutta l'Italia. Serve il confronto; l'impegno della Cisl si colloca sempre sul terreno della responsabilità, dell'equilibrio, della serietà. E un ringraziamento va alla Segreteria nazionale che con Annamaria Furlan e Gigi Sbarra sta facendo un grande lavoro. Così come Tonino Russo e la Segreteria regionale, con un'assunzione forte di responsabilità sull'emergenza sanitaria che ha portato alla presentazione insieme a Cgil e Uil dell'esposto-denuncia alla Procura di Catanzaro per accertare inadempienze e negligenze».

Lavia ha auspicato che il Consiglio dei Ministri nomini «un Commissario di alto profilo. Si diano uomini e mezzi», ha chiesto, confermando che la Cisl è «pronta a mobilitarsi in caso di un ennesimo rinvio. Serve subito fare chiarezza su molti punti – ha aggiunto –. Ad esempio in merito alla gara assegnata ai primi di novembre dal Commissario Arcuri per la progettazione ed esecuzione dei lavori per le opere previste nel Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, di cui alla DCA n. 91 del 18 giugno 2020. Se quel piano sostanzialmente non si sta attuando, serve capire come si utilizzeranno risorse importanti che valgono 11 milioni per la provincia di Cosenza».

«La Calabria rossa di vergogna – ha sottolineato con forza Lavia nella relazione introduttiva – merita di più. Nel disastro della sanità, nell'inadeguatezza di una classe politica troppo spesso impresentabile e collusa, il nostro compito è oggi più che mai essere riferimento per i nostri associati, per tutti i calabresi.

Il Segretario provinciale della Cisl ha toccato molti altri temi. La protesta dei sindaci a Roma, un momento importante che non deve però esaurirsi in rivendicazioni di campanile. La riapertura degli ospedali: se il ritorno alla situazione precedente il 2010 è improponibile, devono essere però applicate le sentenze che prevedono il ripristino di alcune strutture. Fondamentale il riordino della rete sanitaria territoriale. Vanno realizzate le case della salute, le AFT, le UCCP. «Basta leggere il piano – ha sottolineato il Segretario provinciale della Cisl – per accorgersi che mancano decine di posti letto pubblici e privati: dalle RSA medicalizzate alle RSA per anziani e per disabili, alle riabilitazioni. Con l'ADI che resta fattore di forte criticità nel rispetto dei LEA. Perché non c'è solo il Covid».

Lavia ha poi sottolineato che nella conversione in legge del Decreto Calabria si deve affrontare il tema della sterilizzazione del debito e del piano straordinario di assunzioni. E sempre sulla Sanità, ha ricordato l'incontro di alcuni giorni fa con i Commissari dell'AO e dell'ASP di Cosenza, in cui Cgil, Cisl e Uil hanno «denunciato con forza i ritardi sull'emergenza coronavirus, sui quali probabilmente esistono responsabilità a più livelli. A quell'incontro, sono seguiti primi timidi segnali dall'ASP che sono però una goccia nel mare». Lavia ha evidenziato la situazione difficile dell'AO di Cosenza, rilanciando l'appello a fare presto perché il personale è allo stremo e bisogna sostituire chi va in pensione, sbloccare le assunzioni e aprire nuovi posti letto Covid. Un grande ringraziamento ha rivolto «a medici, infermieri, a tutto il personale impegnato nel contrasto al coronavirus. In troppi territori si evidenzia una crescita sostenuta del numero dei casi e c'è forte preoccupazione per le RSA in cui si registrano casi positivi fra ospiti e personale. L'Asp deve verificare la sicurezza dei degenti e il livello dei servizi di assistenza in tutte le RSA della provincia, ad iniziare da quelle presenti nei Comuni con un elevato livello di contagi, come a San Giovanni in Fiore».

In questo momento di grande difficoltà per la Calabria, «bisogna fare di tutto – ha detto ancora il Segretario provinciale della Cisl – per aprire uno spiraglio di luce, costruire alleanze fra istituzioni e parti sociali per fermare la deriva su economia, lavoro, coesione sociale. Non possiamo permetterci tre mesi di pandemia con numeri che preoccupano e tre mesi di campagna elettorale senza regole. Facciamo appello alla responsabilità e alla unità tra le forze politiche perché prima di tutto vengono la Calabria ed i calabresi. Serve un impegno comune per creare lavoro sbloccando risorse e opere, infrastrutture stradali e ferroviarie, aprendo i cantieri per davvero, prevedendo la cura del territorio».

Per Lavia, programmare la ripartenza significa dare attenzione e centralità vera al sistema di istruzione e formazione, con scelte non improvvisate. «In questi mesi di pandemia – ha affermato tra l'altro – circa 100.000 dipendenti delle imprese del centro-nord sono rientrati al sud per lavorare da remoto. Rilanciamo perciò l'appello della Svimez: serve un piano per il superamento dei limiti delle infrastrutture digitali perché queste persone possano operare dalla Calabria, completando il piano banda larga e prevendo sia incentivi fiscali e contributivi, sia spazi di coworking che i comuni potrebbero creare.

Il dibattito – ampio, approfondito e partecipato – ha ripreso i temi toccati dal Segretario provinciale, manifestando la condivisione della relazione da parte dei Segretari delle Federazioni di categoria e dei responsabili dei servizi Cisl, molte sottolineature e una grande disponibilità all'impegno comune.

I lavori sono stati conclusi dall'intervento del Segretario Regionale della CISL Tonino Russo che ha ripreso i molti temi emersi nella relazione di Lavia e nel dibattito, esprimendo grande apprezzamento per l'azione della Cisl di Cosenza. Il sindacato confederale, ha sottolineato Russo, «combatte battaglie importanti non solo per i salari, ma anche per una più generale riorganizzazione dei servizi al cittadino, a cominciare dai meno tutelati.

Sulla Sanità, ha affermato in particolare il Segretario regionale, «o si mette mano ora a un sistema ammalato di ruberie e di cattiva gestione o sarà sempre peggio. Dopo l'esposto presentato alla Procura di Catanzaro dai sindacati confederali, sembra che qualcosa cominci a muoversi. La politica deve fare un passo indietro, non deve entrare nella gestione, che deve essere affidata a soggetti capaci e competenti, ma ha compiti di indirizzo e di controllo. La pandemia ha in realtà aggravato una soluzione già critica. Il problema ha radici antiche ed esige anche una revisione della struttura nazionale del sistema articolato per regioni; tocca il ruolo delle strutture private che non devono operare in concorrenza con il pubblico, ma nel quadro di un servizio integrato al servizio di tutti i territori.

Siamo pronti a manifestare giovedì 26 davanti alla Cittadella regionale insieme a Cgil e Uil: se il Commissario sarà nominato, la sospenderemo in attesa degli sviluppi.

Resteremo in stato di mobilitazione chiedendo: un immediato confronto con il nuovo Commissario; che il Governo nel Decreto Calabria dia un pieno mandato al Commissario, come avevamo già chiesto al Ministro Speranza, con la possibilità di scegliere la propria squadra anche al di fuori della struttura regionale; che si ripiani un deficit creato anche dalle gestioni commissariali, per cui è giusto che il Governo se ne faccia carico e che non gravi sui cittadini calabresi; che si affronti con determinazione il nodo decisivo del personale».