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Referendum taglio parlamentari, la giunta comunale di Cassano allo Ionio si schiera a favore del ‘No’

Il sindaco Giovanni Papasso della Città di Cassano All'Ionio, gli assessori Antonino Mungo, Annamaria Bianchi, Leonardo Sposato, Elisa Fasanella, Gianluca Falbo, il presidente del consiglio comunale Lino Notaristefano e i consiglieri comunali di maggioranza Antonio Clausi, Natalya Franzese, Marina Gallo, Rosella Garofalo, Carmen Gaudiano, Marco Guidi, Luigi Malomo, Sara Russo e Antonio Strigaro, in vista della consultazione referendaria del 20-21 settembre prossimo, si schierano con convinzione a favore del "NO" al taglio dei parlamentari di Camera e Senato.

A tale riguardo, hanno diramato questa comunicazione ufficiale nella quale invitano gli elettori a "riflettere serenamente e con obiettività sull'importanza di questo voto – affermano - senza lasciarsi condizionare dal facile populismo e dalla propaganda demagogica di alcune forze politiche, che celano dietro un presunto e irrisorio risparmio dei costi della politica le vere motivazioni volte a limitare la rappresentanza democratica ed a svuotare il senso del Parlamento, unico organo politico eletto democraticamente".

"Sottolineano che, "del resto, i cittadini italiani si sono già espressi in occasione del Referendum costituzionale per l'abolizione del Senato! Ritengono che il Parlamento e la Democrazia non posso essere ridotti ad una mera questione economica! Pongono alla base del loro sostegno convinto al "NO" il tema della centralità del Parlamento, che non può essere barattata con una presunta riduzione dei costi della politica, che potrebbe benissimo passare attraverso il taglio delle indennità e dei privilegi. Se, infatti, il referendum dovesse confermare la riforma costituzionale, cosi come delineata, verrebbe ad essere compromesso il principio cardine di rappresentatività territoriale in Parlamento, con il rischio concreto che le regioni più piccole, quali la Calabria, non avrebbero rappresentanti. Allo stesso tempo sarebbero penalizzate le forze politiche minoritarie, con grave danno per la democrazia. Sostengono che la battaglia in favore del "SI", maldestramente spacciata come lotta ai privilegi della "casta", senza contemplare a priori una seria riforma elettorale in senso proporzionale, servirebbe solo ed effettivamente a rafforzare la "casta" di pochi capipartito o segretari, che attualmente hanno il potere di stilare liste e listini di candidati, condizionando il voto dei cittadini che, di fatto, non hanno la concreta possibilità di scegliere direttamente i propri rappresentanti. Infine, ritengono che la vera questione da affrontare oggi sia quella di ridare valore alla politica per far si che i cittadini siano rappresentati meglio: è l'unico modo che consentirebbe agli italiani di riacquistare fiducia nelle Istituzioni democratiche, per evitare pericolose derive qualunquistiche e populistiche e rafforzare i principi democratici contemplati nella Carta Costituzionale".