Catanzaro
 

Chieste oltre 80 condanne nel maxiprocesso "Rinascita-Scott"

lamezia-aula-bunker2La Dda di Catanzaro ha chiesto 84 condanne e 6 assoluzioni nell'ambito del maxi processo Rinascita-Scott contro le cosche del vibonese che si sta celebrando con il rito abbreviato. Al termine della requisitoria, è stato il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, a formulare davanti al Gup Claudio Paris le richieste di condanna per centinaia di anni di carcere. Vent'anni sono stati chiesti per Pasquale Gallone, ritenuto il fedelissimo del boss Luigi Mancuso, e altrettanti per Gregorio Gasparro, al vertice della cosca di San Gregorio d'Ippona. La Dda ha chiesto inoltre una condanna a 10 anni e 10 mesi per l'imprenditore Vincenzo Renda, ritenuto affiliato alla cosca Mancuso. Condanna, inoltre, invocata anche per quattro collaboratori di giustizia, fra i quali Emanuele Mancuso, figlio del boss Pantaleone Mancuso, alias "l'Ingegnere". Nel rito ordinario del maxi processo Rinascita-Scott gli imputati sono 325.

Fra le richieste di pena, le piu' significative sono quella a 10 anni e 10 mesi per l'avvocato ed imprenditore di Vibo Vincenzo Renda, quella a 20 anni per Domenico Camillo', di 79 anni, ritenuto a capo dell'omonimo clan di Vibo, quella a 20 anni avanzata per Pasquale Gallone di Nicotera (indicato come il braccio-destro del boss Luigi Mancuso). Fra le altre richieste: 8 anni per il boss di Reggio Calabria Orazio De Stefano, 12 anni per l'ex testimone di giustizia di Vibo Giuseppe Scriva, 7 anni e 6 mesi per l'impiegata del Tribunale di Vibo Valentia Carmela Cariello, 20 anni per Gregorio Gasparro e Gregorio Giofre' di San Gregorio d'Ippona, 20 anni per Francesco Antonio Pardea, Domenico Pardea e Domenico Macri'. Altri 329 imputati sono invece processati con il rito ordinario. Le discussioni delle parti civili sono fissate per il 12 marzo prossimo. A seguire inizieranno gli interventi dei difensori degli imputati.

"I colleghi - ha detto Gratteri - hanno fatto l'esegesi di tutti quelli che sono gli elementi per cui oggi siamo qui". In particolare sono stati chiesti 20 anni di reclusione per Pasquale Gallone, elemento apicale della cosca Mancuso, considerato il braccio destro del boss Luigi. Venti anni sono stati chiesti anche per Gregorio Gasparro che comandava, insieme a Saverio razionale e a Rosario Fiare' (imputati nel processo con rito ordinario), la cosca di San Gregorio D'Ippona, Particolarmente legato a Fiare', Gasparro lo sostituiva in sua assenza e si occupava, insieme a Razionale, di tenere i contatti con le consorterie alleate. Altro elemento di spicco della cosca di San Gregorio e' Gregorio Giofre' per il quale sono stati invocati 18 anni di carcere. Dieci anni, invece, per l'imprenditore Vincenzo Renda, considerato partecipe nell'articolazione dei Mancuso di Limbadi. Secondo l'accusa Renda direttore tecnico e comproprietario della societa' "Genco Carmela e Figli srl", con sede legale a Vibo Valentia, amministratore unico delle societa' "Calfood srl" e "Itc srl",entrambe con sede legale a Vibo Valentia, devolveva alla cosca somme di denaro secondo prestabilite scadenza temporali, con vantaggio per i Mancuso di percepire risorse economiche a cadenze fisse e per Renda "sia nell'imporsi sul territorio in posizione dominante, sia nel godere di tutela e protezione dalle possibili aggressioni predatorie da parte di altre consorterie o, comunque, della locale criminalita'". Chiesti 20 anni per Domenico Camillo', al vertice della cosca "Pardea-Ranisi" di Vibo Valentia, e per Domenico "Mommo" Macri', capo, insieme a Camillo', del sodalizio criminale di Vibo Valentia, considerato al vertice dell'ala militare.