Catanzaro
 

Codacons contro "soccorso finanziario" del Comune di Catanzaro ad AMC

La decisione del Comune di Catanzaro di indennizzare AMC per aver consentito la sosta gratuita sulle strisce blu nel centro storico, rischia di aprire un nuovo fronte giudiziario.

Il provvedimento, che avrebbe dovuto fornire linfa vitale ai commercianti del centro, finirà per essere pagato caro da tutti i Catanzaresi.

A Catanzaro leggiamo di un "aiuto" di circa 35mila euro che - sostiene il Codacons - avrebbero ben potuto essere messi a disposizione di Cittadini in difficoltà a causa della crisi sanitaria e delle misure restrittive vigenti.

Ma per l'associazione si tratta di un aiuto "poco chiaro" che potrebbe nascondere un "soccorso" contrario a norme imperative.

Il divieto di soccorso finanziario nei confronti delle società partecipate, costituisce un principio generale - sostiene Francesco Di Lieto - perchè mira ad assicurare un uso corretto delle risorse pubbliche oltre che a garantire la libera concorrenza.

Di conseguenza non è consentito alla Pubblica Amministrazione (e nello specifico al Comune di Catanzaro) di effettuare interventi a sostegno di organismi partecipati.

Specialmente qualora non vi sia una prospettiva di recupero dell'economicità e dell'efficienza della gestione.

Cosa che, nella fattispecie, non sembrerebbe davvero ricorrere.

In ogni caso, qualora il sostegno venga effettivamente deliberato, dev'essere fondato su di un interesse pubblico puntuale e concreto.

A ciò si aggiunge come, a sensi degli art. 5 e 14 del D.L.vo 175/2016, sia obbligatorio che venga illustrata tanto la convenienza economica quanto la sostenibilità finanziaria e che vengano, altresì, ipotizzate modalità alternative di destinazione delle risorse o di gestione del servizio, alla luce dei principi di efficienza, di efficacia e di economicità dell'azione amministrativa.

Nel caso che ci occupa - conclude la nota del Codacons - non solo il provvedimento di consentire la sosta gratuita in centro non ha arrecato alcun beneficio alle attività commerciali, ma finirà per costare assai caro a tutti i Cittadini.

"Praticamente paga sempre pantalone".

Per questo motivo l'associazione ha formulato richiesta per ottenere spiegazioni dall'Ente circa le ragioni di quello che appare un soccorso finanziario vietato nonché per conoscere la convenienza economica per tutta la cittadinanza, riservando all'esito di interessare della vicenda la magistratura contabile.