Catanzaro
 

Anche la Eurocoop Jungi Mundu dice "no" al declassamento dell'U.O. di Malattie Infettive e Tropicali di Germaneto

«La notizia del declassamento dell'U.O. di Malattie Infettive e Tropicali del Policlinico Mater Domini di Germaneto non può che creare sconcerto in tutti noi che, operando da anni nel campo delle migrazioni, abbiamo sempre avuto come punto di riferimento questo reparto d'eccellenza per la cura di malattie spesso rare e difficili da diagnosticare». Così Rosario Zurzolo, presidente della "Eurocoop Jungi Mundu", cooperativa sociale che gestisce il progetto di accoglienza di Camini, commenta la novità prevista per legge, in seguito a un vecchio provvedimento che andrebbe ora in esecuzione, che vede il declassamento del reparto sino a questo momento centrale nel sistema sanitario regionale per questo delicato settore. «Ci appare quanto meno paradossale che, proprio mentre il mondo vive un'emergenza pandemica tanto grave, questa tipologia di reparto venga declassato – continua Zurzolo –. Una scelta incomprensibile per i tempi in cui siamo, ma anche in assoluto per il lungo e importante percorso di questo reparto al fianco di quanti hanno avuto bisogno, riuscendo a risolvere casi spesso molto difficili.

 

La nostra stessa storia di operatori dell'accoglienza è costellata di vicende sanitarie difficili, con migranti e rifugiati che mostravano sintomi di malessere non facilmente identificabili. Al reparto di Germaneto abbiamo trovato il prof. Torti, il prof. Trecarichi e la dott.ssa Mazzitelli, e con loro un'intera equipe di eccellenza, che hanno sempre prestato la massima attenzione a ogni singolo caso, riuscendo a diagnosticare malattie rare e a curarle. Tantissimi degli ospiti dei nostri progetti d'accoglienza sono grati ai medici del reparto di infettivologia di Germaneto per aver salvato loro la vita. Per noi, lo ripetiamo, si tratta di un punto di riferimento imprescindibile; auspichiamo quindi che la burocrazia torni presto sui suoi passi e questo provvedimento, tra l'altro non recente, venga rivisto alla luce della situazione attuale».