Catanzaro
 

Montauro (Cz), inaugurate al Dadada Beach Museum le opere di Nuccio Loreti, l'artista del ferro

"Donna" di Nuccio Loreti da oggi si riempie delle albe e delle tinte della Costa dei Saraceni. La più emblematica tra le opere del maestro Loreti, infatti, è stata installata ieri al Dadada Beach Museum (Lungomare di Montauro, Cz), primo museo al mondo sulla spiaggia. E non solo "Donna", ma anche "Guardian" e "Anna – Sirena", costituiscono l'attrattiva della nuova stagione espositiva nel museo più anticonformista in Calabria.

Alla presenza dell'ideatore, Roberto Talarico, dell'art director, Anna Trapasso, del vicesindaco di Catanzaro, Ivan Cardamone, dell'artista stesso, Nuccio Loreti e di un folto gruppo di giornalisti e fotografi, le tre opere sono state svelate e presentate al pubblico del Dadada Beach Museum nel tardo pomeriggio di ieri.

Un'esposizione che si inserisce in un ciclo di mostre tematiche che hanno ad oggetto il dialogo tra l'ambiente, inteso come ecosistema naturale, e i materiali in uso all'uomo, quali cemento, latta, ferro, materie che normalmente vengono considerate motivo d'inquinamento ma che, per mezzo dell'arte, rivelano il proprio lato migliore, quello eco-friendly, lanciando un importante messaggio ecologista.

Nuccio Loreti, maestro dell'arte del ferro lavorato a mano, contribuisce da ultimo a questo importante fil rouge che collega tutte le esposizioni organizzate finora al Dadada Beach Museum presentando tre opere realizzate con del ferro e degli elementi di recupero, quali le zappette per fresa, elementi in acciaio che costituiscono la fresa dei trattori e altri mezzi per lavorare la terra.

"Un altro prestigioso traguardo per Nuccio Loreti – ha dichiarato Ivan Cardamone- che mi pregio di seguire nella sua crescita artistica già da diversi anni e che si sta facendo conoscere anche oltre i confini regionali. La sua arte, ad oggi, infatti, appartiene non più soltanto alla città di Catanzaro ma si apre al territorio e valica i limiti del locale".

"Ringrazio di cuore Nuccio Loreti per aver sposato questa idea ed aver realizzato tutto su misura per il nostro museo. L'obiettivo, come sempre, resta quello di rendere virale, tramite l'arte, il messaggio del Dadada Beach Museum, ispirato alla filosofia dadaista e quindi ad un certo approccio dissacratorio dell'arte -ha commentato Roberto Talarico- ed impegnato nell'applicazione delle buone pratiche di sostenibilità volte alla cultura della protezione e della tutela delle spiagge, implementando, così, il progetto di promozione e diffusione della cosiddetta impresa balneare sostenibile".

Le opere di Loreti si aggiungono alla mostra permanente che ospita già Mario Loprete e Saverio Rotundo (U Ciaciu), accessibile gratuitamente ogni giorno, 24/24 h. Tutte le info su www.dadadabeachmuseum.it

LE OPERE

DONNA. La semplicità delle sue linee e la sinuosità delle sue curve fanno di "Donna" un'opera ricca di anima e personalità. Come una magia, questa donna il cui volto è solo accennato ed il cui corpo si evolve nella coda di una sirena o forse di un ippocampo, sembra respirare, andare incontro al vento, fare delle nuvole i suoi capelli, delle stelle i suoi occhi e dei bagliori del sole le sue vesti. Donna di Loreti è un inno alla bellezza e al femminino, l'icona di una femminilità che vive a testa alta, volgendo lo sguardo al cielo. Donna ha in sé l'essenza del cosmo: la donna è cielo, è luce, è vento, è pioggia, è albe e tramonti. E' vita. Così Loreti ha voluto realizzare un'opera che si riempisse di significato col variare del tempo e degli scenari e mutasse anima tingendosi delle infinite sfumature del cielo.

ANNA (SIRENA). "Vieni, celebre Odisseo, grande gloria degli Achei, e ferma la nave, perché di noi due possa udire la voce. Nessuno è mai passato di qui con la nera nave senza ascoltare con la nostra bocca il suono di miele, ma egli va dopo averne goduto e sapendo più cose".

Ispirata al mito omerico, la sirena di Loreti è, per sua natura, incantatrice. Per questo motivo l'artista realizza una sirena senza volto: per evitare che l'uomo, novello Ulisse, ne incontri lo sguardo o ne oda la voce, così perdendosi. "Anna", la sirena di Loreti, è metafora della tentazione a cui non cedere, tentazione che in Omero altro non era che la smania di voler sapere, l'ardente curiosità di conoscere "più cose". "Anna" è realizzata con materiali di riciclo, in particolare con le zappette per fresa, elementi in acciaio che costituiscono la fresa dei trattori e altri mezzi per lavorare la terra. L'abilità dell'artista consiste nel riutilizzo di questi piccoli pezzi d'acciaio, costruendo la sua scultura ma senza modificare la natura dei singoli elementi. Terra e mare si fondono dando vita ad un essere mitologico che domina il Golfo dei Saraceni ma resta ben ancorata -vista anche la provenienza delle sue spoglie- all'essenza della terra.

GUARDIAN. Unica figura maschile nella triade delle opere di Nuccio Loreti per il Dadada Beach Museum, ci piace pensare che "Guardian" protegga col suo scudo "Donna" e "Anna" e sia il guardiano del museo, custode dello spirito dadaista. Poco ci è noto circa la sua identità: il suo volto è celato da un'aurea armatura, anch'essa realizzata da Loreti con le zappette per fresa dei trattori, composte in modo da non snaturarne le proprie forme ma, al contempo, da congiungersi in un'impenetrabile armatura. L'ispirazione – dichiara Loreti – è anche questa volta di natura leggendaria: "Guardian" trae origine, nella fantasia dell'artista, dalla leggenda arturiana britannica, rappresentando così uno dei mitici cavalieri della tavola rotonda. Emblematico e imponente nella rappresentazione del suo ruolo, "Guardian" nelle sue forme è la rivisitazione contemporanea di quel che sarebbe stato un mezzobusto in epoca romana.