Calcio
 

Reggina, gli scenari post-concordato: dal tesoretto Bochniewicz alla fucina del Sant'Agata

bochniedi Paolo Ficara - Rete inviolata. Se fino a qualche anno fa gli avversari della Reggina si chiamavano Juventus, Milan, Inter, finanche Messina, e venivano affrontati sul campo in match poi diventati epici, adesso qualcosa è cambiato. La partita si gioca in tribunale, e Lillo Foti riesce da mesi a non subire gol pur avendo davanti i legali di bomber affermati come Nicola Amoruso ed Emiliano Bonazzoli.

Probabilmente sarà quello con l'Unicredit il contenzioso che, alla lunga, rischia di portare la partita ai supplementari. Al momento, la Reggina Calcio è in vita e forse lo resterà miracolosamente almeno per un altro anno e mezzo. Quello sarà il lasso di tempo in cui bisognerà capire in che maniera si potrà evitare un provvedimento, quello del fallimento, ieri chiesto con insistenza dalle controparti presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Come funziona il concordato – Ampliamo ed in parte rettifichiamo quanto riportato nel precedente articolo. La Reggina ha chiesto un concordato in bianco, la possibilità è prevista dalla legge e, per ironia della sorte, il Tribunale dovrebbe dare il via a pochi giorni dall'inizio del campionato di Serie D, che vedrà protagonista la neonata A.s.d. Reggio Calabria. Da quel momento, ovvero a partire dal 3 o dal 4 settembre, ci saranno 60 giorni di tempo più altri eventuali 60 di proroga, per stilare i vari passaggi del concordato. La società da oggi retta da Pino Ranieri come amministratore unico, dovrà indicare nella maniera più dettagliata possibile i canali da cui reperire le somme per saldare i vari creditori. Scaduto il tempo, il Tribunale dovrà decidere se approvare il concordato e nominare un commissario che provveda alla riscossione ed alla distribuzione degli introiti. Ci sarebbero tre anni di tempo per ultimare queste operazioni, ma in qualsiasi momento il commissario potrebbe decidere di stoppare il concordato, qualora verificasse con mano l'inattuabilità delle condizioni previste.

C'è ancora oro nella miniera – Nell'immediato la Reggina, pur senza affiliazione alla Figc, sa di poter indicare dei crediti pendenti presso la Lega Calcio. Il tesoretto è rappresentato dalla seconda rata della cessione di Pawel Bochniewicz (nell'immagine) all'Udinese, una somma da considerare probabilmente al netto della percentuale da versare allo Stal Mielec, precedente club del difensore polacco. Siamo sul mezzo milione. I tantissimi giovani accasatisi altrove dopo lo svincolo d'ufficio deciso dalla Figc lo scorso 23 luglio, ossia i vari Gjuci, Mazzone, Cataldi, Loria, Bran e via dicendo, garantiranno l'emissione dei premi di preparazione da parte delle società acquirenti dei cartellini. Il totale non dovrebbe risultare inferiore ai 200 mila euro. Nel corso del campionato di Serie A, qualora avvenisse l'esordio di Mauro Coppolaro con la prima squadra dell'Udinese, scatterebbe un altro corposo bonus di 400.000 euro. Meno chiari gli aspetti legati alla cessione di Cristhian Stuani al Middlesbrough: l'Espanyol, che aveva acquistato l'attaccante uruguagio dalla Reggina nell'agosto 2012, afferma di dover corrispondere la metà del prezzo al club di via delle Industrie. Tale versione non collima con quella delle altre parti in causa, e sembra che questi 2 milioni alla fine prenderanno la strada di Montevideo, dove il Danubio attenderebbe ancora la corresponsione della cifra pattuita nel 2007 per la cessione alla Reggina.

Basterà il Sant'Agata? – La Reggina si appresta a mettere su una scuola calcio, la cui attività dovrebbe avviarsi in concomitanza con il via libera al concordato. Il Sant'Agata dovrebbe diventare un centro tecnico della Figc alla stregua di Coverciano, e questo sarebbe motivo di vanto e non solo per Reggio Calabria. Intanto c'è da superare qualche intoppo con la Provincia, che reclama un pagamento per il rinnovo della concessione demaniale. Difficile che le parti abbiano voglia di trascinare la questione, anche perché la Reggina può sottolineare di averci costruito, su quel terreno. Tornando all'aspetto economico dalla vicenda, è chiaro che le somme pendenti presso la Lega non consentiranno di saldare l'intera massa debitoria, specie quella rateizzata con l'Agenzia delle Entrate. Non si può pensare che l'attività giovanile possa bastare: in teoria la Reggina dovrebbe sperare di vendere già tra un anno una decina di ragazzini a club di Serie A. Esistono diversi calciatori cresciuti al Sant'Agata presenti nel calcio professionistico, ed eventualmente si potrebbe aspirare a ricavare quelle piccole percentuali di valorizzazione, qualora venissero ceduti a peso d'oro. Esempio pratico, seppur utopistico: il Real Madrid compra Simone Missiroli dal Sassuolo a 30 milioni, il Barcellona ne spende altri 20 per prendere Maicon dal Livorno, e la Reggina ne ricaverebbe un gruzzoletto utile ad accontentare i creditori per un altro anno. Difficile possa essere questa una soluzione praticabile o perpetua.

Effetti "collaterali" – L'eventuale, ma potremmo definirla scontata, approvazione del concordato può avere l'effetto di rallentare l'evoluzione di altri contenziosi. Da poco tempo si è aggiunto un altro macigno, quello della curatela fallimentare del 1986. Una vicenda trascinata per 29 anni, vicina alla soluzione nel periodo della militanza in Serie A, ma che adesso condanna la Reggina Calcio al pagamento di 200.000 euro. Altri creditori di minor "taglio" si stanno facendo avanti, mentre aumenta il plotone d'esecuzione composto da ex calciatori: Giuseppe Colucci e Rodney Strasser avrebbero avanzato richiesta di pignoramenti.

Il dato di fatto, ribadiamo, è che la Reggina Calcio arriverà in vita almeno fino al 2017 nonostante l'assenza di un'attività professionistica. Ad oggi si può parlare di successo sul piano amministrativo, dato che la partita è ancora sullo 0-0 nonostante il "divario tecnico" tra le due contendenti. A lungo andare, evitare il fallimento sarebbe un trionfo ma è bene guardare in faccia la realtà. Se il Sant'Agata dovrà essere la fonte principale, o forse l'unica, di introito per i prossimi 15 anni, servirà un lavoro alacre e costante. Come sempre, il Presidente appare intenzionato a non mollare. E magari prepara il contropiede.