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Reggina: lo stadio, la vacanza di Missiroli e le risposte del territorio

missirolitvdi Paolo Ficara - Un'altra gemma in vista della campagna abbonamenti. È quello che sognano i tifosi, ma che medita da tempo anche il Presidente Luca Gallo. Adesso la palla è passata alle regioni, in merito alla riapertura degli stadi. Se la Calabria darà il via libera, presto la Reggina promuoverà i prezzi per la stagione 2020/21, da vivere al "Granillo" finalmente in Serie B. Con ambizioni di vertice.

Simone Missiroli sarà a Reggio tra qualche giorno. E scritta così, potrebbe rappresentare l'incipit della notizia dell'estate. Il ritorno del figliol prodigo al momento non può avere i tratti della concretezza. Alla Spal guadagna il triplo, se non il quadruplo, rispetto al calciatore più pagato della Reggina che si suppone sia il suo coetaneo Jeremy Menez. Porterà la famiglia in vacanza a Reggio per ferragosto, lui che da anni ormai si è stabilito a Modena.

Del centrocampista cresciuto al Sant'Agata, si può dire che non occuperebbe uno slot nella lista over. Mentre se ci mettessimo a descriverne le qualità, tecniche ed umane, non basterebbero decine di righe per far comprendere l'importanza di un suo eventuale arrivo. Al momento non ci sono le premesse. A meno che non ci sia da parte di Simone una nuova scelta di vita, che però presupporrebbe una fiducia scritta anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, trattandosi di un 34enne.

Dall'altro lato non si può e non si deve sottovalutare il contesto di cui fa parte la Reggina. Qualora, per assurda ipotesi, fosse sfumata o sul campo o per decisione federale la promozione in B, ad oggi non sarebbe stato possibile il mantenimento della corazzata che ha spazzato via gli avversari. Gli effetti della pandemia hanno pesato su tantissimi settori dell'economia: quello in cui opera la M&G di Luca Gallo ne pagherà ancora le conseguenze per chissà quanti mesi.

Oggi la Reggina ha due strade per rafforzarsi ulteriormente come azienda. Lo stadio (di proprietà o in concessione centenaria) e un eventuale salto in Serie A. L'una non esclude l'altra. Ma forse è più fattibile la prima. Per la seconda bisognerà confrontarsi con tanti avversari già rodati, in una categoria che oggi vede Perugia e Pescara giocarsi la salvezza al playout: entrambe, nella precedente stagione, avevano ottenuto l'accesso ai playoff.

Se il territorio non darà una grossa mano, come già fatto ai tempi belli della gestione Foti, non sarà possibile cullare sogni di gloria per tutto l'arco di un campionato lunghissimo. La Reggina è il veicolo più importante dell'intera regione, anche più del Crotone che è di nuovo in Serie A, grazie al proprio blasone ed agli acquisti di livello internazionale.

Un piccolo esempio: premesso che il Sant'Agata basta e avanza per un ritiro precampionato, sarebbe grave se nessuna struttura ricettiva calabrese si fosse fatta avanti per ospitare gli amaranto, considerando il ritorno di immagine. Ormai la Reggina, nelle occasioni più recenti in cui ha preso parte al campionato di B, il ritiro se lo vedeva sempre offerto al nord. Il preconcetto che Gallo abbia il pozzo senza fondo, va abbandonato.

Nell'immediato, serve anche un'opera di sfoltimento affidata ad un Massimo Taibi che si sta adoperando in tal senso. Prima di poter siglare gli accordi con i vari Plizzari, Crisetig e Charpentier, il direttore sportivo dovrà piazzare diversi giocatori in uscita. Non è solo una questione di lista over, ma anche di ingaggi da non tenere in pancia tutti insieme per due mesi. Per il resto, ok gli acquisti in prospettiva: l'operazione Rivas, ripreso dall'Inter con diritto di riscatto e contro riscatto, è ciò che serve ad un club che purtroppo di recente non ha estratto metalli preziosi dalla miniera Sant'Agata.