“Abbiamo ricevuto ieri la visita istituzionale del presidente Ciucci, che ha usato il garbo di anticipare all’amministrazione comunale quanto poi ha dichiarato in conferenza stampa circa i tempi che la Stretto di Messina ritiene saranno rispettati per l’efficacia della delibera CIPESS, la cui istruttoria è stata già avviata: sono tempi che non riguardano alcun atto cui l’amministrazione dovrà adempiere, un’attesa che però per la nostra comunità non è assolutamente priva di significato.
Non abbiamo letto tutte le carte che i ministeri competenti hanno depositato per l’approvazione della delibera: abbiamo però letto il parere dato dall’autorità di regolazione dei trasporti (ART) ed abbiamo manifestato al presidente Ciucci le nostre perplessità circa la evidenziata mancanza di un reale piano economico del ponte. Abbiamo anche letto il corposo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che chiede gli stessi studi che questa amministrazione comunale insiste a pretendere prima della contrattualizzazione – ancora eventuale – del progetto. Nonostante il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici abbia, infatti, previsto a tutela e a garanzia una fase anticipata alla stessa progettazione esecutiva con la realizzazione degli studi propedeutici, quest’amministrazione insiste nel chiedere alla politica serietà nelle scelte: al presidente Ciucci abbiamo continuato a chiedere l’anticipazione di tutti gli studi sul territorio (faglie sismiche attiva e capaci, stato di consistenza del terreno, giusto per fare degli esempi) che dimostrino come il metodo tecnico scientifico sia fondante di ogni decisione.
Purtroppo abbiamo appreso che quelle che noi consideravamo lacune della delibera CIPESS 2025 continuano ad essere presenti nella proposta depositata: anche in questa proposta 2026 non vi è l’attribuzione alla città di Villa San Giovanni dei 4 milioni di euro che residuano dalla compensazione dell’ecomostro per il mancato completamento del Lungomare e per la copertura della variante ferroviaria. Noi continuiamo a ritenere che quella cifra residua spetti alla città in compensazione di una bruttura che ormai subisce da oltre 12 anni! Così non è stato per decisione del Governo nel 2025 e così non sarà nella delibera 2026.
Questa delibera di prossima approvazione, peraltro, dovrà comunque tornare al vaglio della Corte dei Conti: nonostante la Stretto di Messina ritenga di aver ottemperato alle richieste presentate dai giudici contabili, noi non abbiamo letto il famoso IROPI, la cui rilevanza è fondamentale per comprendere se vi sia o meno violazione del diritto eurounitario in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Non sfuggirà a nessuno (e lo abbiamo detto chiaramente al presidente Ciucci nel rispetto dei ruoli che rappresentiamo) che le obiezioni di questa amministrazione comunale al progetto, alla delibera VIA VAS e non da ultimo alla delibera CIPESS 2025 ad oggi non ci sembrano superate. Peraltro, alla politica tutta, intendiamo lanciare una nostra riflessione: pensare di dare il via ad un cantiere come quello del ponte come ultimo atto di un governo uscente non legittima la scelta. Anche qualora fosse lo stesso governo a vincere le elezioni del 2027, sarebbe il primo atto di un nuovo governo in carica, ben diverso dall’ultimo atto di un governo con le valigie pronte. Anche questo è rispetto verso le istituzioni, a cominciare da quelle comunali che, per espressa disposizione costituzionale, non sono inferiori a quelle nazionali. Ancor più è rispetto per gli elettori!
Non da ultimo, la Stretto di Messina ci ha comunicato di voler avviare le progettazioni delle opere preliminari che il consiglio comunale (a maggioranza, perché la minoranza di centrodestra si è rifiutata di partecipare al voto) ha deliberato: la nostra priorità resta il completamento del lungomare della città; l’ampliamento con copertura del depuratore di Pezzo per efficientare il sistema fognario cittadino e risolvere il problema di un quartiere turistico sottoposto alla presenza di un depuratore a cielo aperto; la viabilità alternativa (che altro non sono le vie da piano regolatore che la città asspetta da oltre 40 anni per avere sfogo verso nord, verso sud e verso le colline); la pubblica illuminazione già per gran parte ormai efficientata.
Abbiamo preteso rispetto per gli espropriandi: che queste famiglie e questi proprietari non subiscano per l’ennesima volta lo stress mediatico di un’attesa dall’esito incerto. Perché ad oggi di questo si tratta: la delibera CIPESS dovrà comunque essere sottoposta al vaglio della corte dei conti. Se i vizi sono stati superati, lo scopriremo solo tra qualche mese. A noi come amministrazione non resta fare come fin qui: leggere le carte, esaminarle con attenzione rispetto alle esigenze della nostra comunità e alla tutela di Villa San Giovanni, decidere coerentemente con tutto ciò che fin qui abbiamo sempre indicato come prioritario. L’azione di controllo e di vigilanza è presidio di democrazia e noi lo eserciteremo fino alla fine”.
E’ quanto si legge in un comunicato stampa a firma del sindaco, della giunta e del gruppo consiliare “Città in movimento” di Villa San Giovanni.
