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Legge elettorale, l’associazione Ipazia attacca Donzelli: “Parole vergognose, le quote rosa non sono un privilegio”

“Le parole di Giovanni Donzelli, coordinatore di Fratelli d’Italia, pronunciate oggi alla Camera dei Deputati in occasione dell’approvazione della nuova Legge Elettorale, – “Care colleghe che state difendendo le quote, difendere le donne non significa difendere la possibilità per voi di tornare in Parlamento nominate da un uomo con le quote rosa ma significa garantire la massima quota di occupazione femminile” – SONO VERGOGNOSE, perché tendono a distruggere in pochi secondi quanto sancito dall’art.3, cc.1 e 2, e dall’art.51 della Costituzione Italiana.

“Caro” Donzelli la verità è che il voto di fiducia imposto ha principalmente questa motivazione: il governo Meloni ha avuto paura, non si è fidato delle donne della sua stessa maggioranza, quelle che sanno cosa vuol dire lottare per esserci, e zittire così il loro dissenso.

Da donna che ha vissuto di lavoro, le trovo gravemente offensive. Donzelli offende le donne elette, riducendole a “nominate da un uomo con le quote rosa”. Offende una conquista che non è stata concessa, ma strappata.

Noi non siamo nominate da un uomo. Abbiamo studiato, lavorato, lottato e non accettiamo che il coordinatore di FdI ci spieghi cosa vuol dire difendere le donne.

Senza rappresentanza non c’è parità.

Le quote rosa non sono un privilegio, sono l’unico argine contro decenni di porte chiuse, di cognomi maschili che si passavano il seggio come una rendita.

Chi difende le quote difende il diritto delle donne a esserci, decidere, contare. Senza rappresentanza si indebolisce l’occupazione femminile, non c’è parità salariale, non c’è welfare. Contrapporre le parlamentari alle operaie è una furbata per dividerLE.

La precarietà è una sola: è la donna che si dimette perché non ha un asilo, è quella che rinuncia a curarsi perché non ha i soldi – il 34% secondo EURISPES 2026″.

E’ quanto si legge in una nota a firma dell’Associazione “IPAZIA” – R C

e della Presidente – Franca MILAZZO.

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