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Amarelli, quando l’impresa diventa istituzione culturale: la liquirizia come marcatore identitario, il museo come infrastruttura sociale

Ci sono imprese che attraversano i secoli e imprese che, attraversandoli, diventano parte della coscienza collettiva di un territorio. Amarelli appartiene a questa seconda categoria. Non soltanto una fabbrica che produce eccellenza, capitale e occupazione con ricadute sul territorio, ma anche un presidio culturale che custodisce, interpreta e restituisce identità. In un tempo in cui tutto sembra effimero, la liquirizia diventa racconto lungo, memoria operante, progetto di futuro.

 

UN FILO ROSSO TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE

Anche nel 2025 la plurisecolare esperienza familiare e imprenditoriale Amarelli si è affermata non solo come soggetto economico, ma come infrastruttura sociale, presidio di fiducia, laboratorio di cultura civile.

 

I MID – AMARELLI COME SINTESI DI UNICITÀ UNIVERSALI

Amarelli eredita, sintetizza e narra almeno quattro specificità uniche su scala universale. Da una parte, la Liquirizia di Calabria autoctona e l’invenzione calabrese dei primi conci per l’estrazione industriale del succo dalla radice, entrambe censite per la loro unicità nella mappatura ufficiale dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) del programma regionale Calabria Straordinaria. Due MID distinti, complementari, che raccontano insieme natura e ingegno, sapienza contadina e innovazione industriale.

 

AMARELLI NON EVOCA IDENTITÀ: LA PRATICA QUOTIDIANAMENTE
Dall’altra, il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli, inaugurato nel 2001 e ampliato nel 2011, che rappresenta l’unico museo aziendale al mondo interamente dedicato alla liquirizia, e la riconoscibilità iconica del brand Amarelli, costruita nel tempo attraverso il distintivo packaging delle antiche scatolette in metallo, divenute simbolo globale della liquirizia pura più diffusa e famosa al mondo. In questo intreccio di elementi, Amarelli non evoca l’identità: la pratica quotidianamente, traducendola in filiera corta, ricetta autentica, educazione al gusto e responsabilità verso il territorio.

 

L’IMPRESA STORICA CAPACE DI GOVERNARE ANCHE I TURISMI

Nel corso del 2025 la Fabbrica-Museo Amarelli si è confermata modello di turismo esperienziale e di destagionalizzazione, capace di attrarre studenti, viaggiatori consapevoli, club, associazioni, tour operator, professionisti e comunità educanti durante tutto l’arco dell’anno. Oltre ventimila studenti in primavera, una crescita significativa nei mesi tradizionalmente marginali, una presenza costante nei pacchetti turistici culturali: numeri che raccontano una Calabria possibile, costruita su contenuti identitari e qualità dell’esperienza.

 

MUSEO D’IMPRESA E RESPONSABILITÀ CULTURALE

Il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli, l’Archivio storico di famiglia dichiarato di interesse nazionale, la Biblioteca tematica e gli spazi dell’antico Concio costituiscono una piattaforma culturale viva. Non luoghi celebrativi, ma ambienti di confronto, formazione, divulgazione e produzione di senso. È in questa cornice che nel 2025 Amarelli ha ospitato rassegne consolidate come Estate al Museo, residenze artistiche, presentazioni editoriali, eventi istituzionali e iniziative dedicate al Made in Italy, alla cultura d’impresa, alla fotografia e al cinema, fino ad arrivare a Amarelli Fashion MID, progetto che ha saputo intrecciare moda E design proprio con i Marcatori Identitari Distintivi, traducendo l’identità calabrese in linguaggio contemporaneo e creativo.

 

L’IMPRESA CHE DALLA CALABRIA PARLA E INSEGNA AL PAESE

Ma nell’anno appena trascorso Amarelli ha continuato a rimanere presenza viva sui media nazionali e internazionali, nelle mostre del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nei circuiti di Eataly, negli eventi dedicati ai marchi storici, nei festival culturali e sui red carpet internazionali. Non come semplice brand, ma come caso emblematico di impresa che sa trasformare la storia in leva competitiva e la memoria in linguaggio contemporaneo, contribuendo in modo decisivo a quel delicato processo di ricostruzione della narrazione della Calabria ribaltando il pregiudizio.

 

UNA RETE CHE FA SISTEMA CON I MUSEI D’IMPRESA

Dalla partecipazione attiva a Sud Heritage al dialogo con musei d’impresa, fondazioni culturali, università, associazioni di categoria e istituzioni, Amarelli ha continuato a costruire reti fondate sul valore del fare, sull’etica del lavoro e sulla trasmissione intergenerazionale dei saperi. Una rete che racconta la Calabria non come periferia, ma come centro di produzione culturale, economica e simbolica.

 

DA QUESTA SI GENERA FUTURO E NUOVE SFIDE: IDENTITÀ CONDIZIONE SOLIDA

La longevità non è nostalgia. È capacità di rimanere fedeli a un nucleo essenziale mentre tutto cambia. Amarelli, dal 1731, dimostra che l’identità non è un freno allo sviluppo, ma la sua condizione più solida. La liquirizia, da semplice radice, diventa così linguaggio universale: parla di territorio, di lavoro, di cultura, di futuro possibile. Ed è in questa visione che l’impresa continua a restituire alla Calabria un ruolo da protagonista, dentro e fuori i suoi confini.

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