Agricoltura, la senatrice Abate: “In Calabria diritti scambiati per favori”

"In Calabria i tempi dovrebbero essere gia' maturi per una rivoluzione culturale che porti ad una crescita di chi la abita, con l'acquisizione della consapevolezza dei propri diritti, ma anche nella considerazione di chi fa politica. Occupandomi di Agricoltura e di Pesca, la mia riflessione nasce dopo aver letto gli ultimi comunicati inviati dall'assessore regionale all'Agricoltura e Pesca, Gianluca Gallo. Naturalmente il mio non vuole essere un attacco personale o politico, ma una riflessione che potrebbe essere utile a tutti calabresi e, contestualmente, a tutta la politica". Lo afferma, in una nota, la senatrice Rosa Silvana Abate, del Gruppo Misto.

"Nelle ultime note diffuse - prosegue la parlamentare - si comunica che sono in arrivo 'sostegni' sia per gli agricoltori, in quanto e' in corso una liquidazione di circa 77 milioni di euro, tra Domanda unica e Programma di sviluppo rurale (Psr), sia per i pescatori attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp). Va precisato, pero', che il Programma di sviluppo rurale e' lo strumento di programmazione comunitaria, e quindi europeo, basato su uno dei fondi Sie, il Feasr, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, che permette alle singole Regioni italiane di finanziare gli interventi del settore agricolo-forestale regionale e accrescere lo sviluppo delle aree rurali. Alla Calabria, per questa misura, dal 2016 al 2020 e' stato assegnato oltre un miliardo di euro. Il Feamp, invece, e' il Fondo, anche questo europeo, per la politica marittima, la pesca e l'acquacoltura ed e' uno dei cinque fondi strutturali e di investimento europei (sempre fondi Sie) che si integrano a vicenda e mirano a promuovere una ripresa basata sulla crescita e l'occupazione in Europa e, per il periodo 2014-2020, alla Calabria sono toccati oltre 37 milioni di euro. Misure, dunque, europee ed a questo va aggiunto il fatto che si tratta di un risultato ottenuto grazie alla sinergia istituzionale: anche in Calabria, infatti, questi fondi sono stati sbloccati grazie alla formula dell'anticipazione voluta dal Governo e ampiamente discussa in Commissione Agricoltura al Senato, di cui faccio parte".

"Parliamo fin qui, dunque - dice ancora la senatrice Abate - di un iter 'normale, non motivato da alcuna straordinarieta'. E in Calabria l'operato della Regione, in materia, diventa ancora piu' normale se si considera che nel 2005 e' stato istituito un ente pagatore denominato Arcea, che diverse volte ha creato non pochi problemi agli imprenditori agricoli. Da allora il pagamento di tutte le misure agricole, per legge, deve essere autorizzato proprio da Arcea. Anche qui, quindi, nessun evento straordinario. Feamp, Feasr e Psr, dunque, facendo sintesi, sono misure europee, in accordo col Governo centrale, derivate dalle tasse che i cittadini pagano. Se gli agricoltori e i pescatori fanno domanda e ne hanno i requisiti, i relativi finanziamenti spettano loro di diritto. Non sono una dazione per volere o meno della Regione, alla quale spetta il compito di verificare e liquidare gli importi. Purtroppo, pero', nella nostra amata Calabria ancora si scambiano i diritti per favori e il dovuto per sostegni. E cosi' i casi di normalita' diventano delle eccezionalita' perche', nel passato, non si e' avuto ne' un minimo di normalita', ne' di regolarita'. Nella nostra regione, infatti, il livello di consapevolezza dei propri diritti e' ancora troppo basso. Ecco perche' sostengo che e' questo il momento di attuare una rivoluzione culturale ormai necessaria e improcrastinabile. Ritengo, e ho sempre sostenuto, che lo sviluppo del territorio passi prima da un'evoluzione del pensiero. Anche in altri comparti i diritti dei calabresi sono stati per anni annientati e calpestati dalla vecchia politica e dalle istituzioni preposte. Mi riferisco alla sanita', ai trasporti e alle infrastrutture, che hanno relegato la nostra regione all'ultimo posto d'Europa. Per tale convinzione, personale prima ancora che politica, il mio modesto impegno, volto a togliere dall'isolamento geografico e culturale la Sibaritide lavorando alacremente per portare un treno continuamente 'minacciato', ma anche per il decollo del porto di Corigliano Rossano e la realizzazione della nuova statale 106 jonica, sara' incessante e proseguira' fino all'ultimo giorno del mio mandato".

"Spero che in questi tristi anni di pandemia che stiamo vivendo, oltre alle rivoluzioni annunciate con i tanti soldi che dovrebbero arrivare dal Pnrr sui territori - conclude Rosa Silvana Abate - si realizzi anche una rivoluzione culturale nel segno della legalita', del rispetto del territorio e della consapevolezza dei propri diritti: solo cosi' la Calabria potra' risorgere davvero e proiettarsi nel futuro prospero che merita, che le spetta e che attende ormai da troppo tempo".