Maltempo, Rota (Fai-Cisl): “Territori abbandonati, puntare su Pnrr per riqualificazione”

"Gli ennesimi danni provocati dal maltempo nel Sud Italia, in particolare Sicilia e Calabria, ci fanno di nuovo pagare un caro prezzo in termini di vite umane e dissesto idrogeologico. Il Governo prenda atto che davanti alla crisi climatica e all'incuria servono interventi straordinari con cui accompagnare le regioni verso una gestione virtuosa dei progetti di riqualificazione del territorio".

Lo scrive sulla pagina Facebook della Fai Cisl il Segretario Generale Onofrio Rota, commentando i danni del maltempo e la nuova allerta meteo prevista per oggi in più regioni, con diversi comuni che hanno deciso di sospendere anche le attività didattiche.

"L'incapacità delle nostre città di far fronte agli eventi calamitosi – afferma il sindacalista – è sempre più evidente. Già gli incendi di questa estate, che hanno devastato intere aree boschive d'Italia, hanno messo in risalto le conseguenze di politiche regionali inadeguate, ora la fragilità e la vulnerabilità mostrate dal nostro territorio ci ricordano che soltanto valorizzando il lavoro idraulico forestale e quello dei Consorzi di bonifica è possibile intervenire con la prevenzione e il contrasto del dissesto idrogeologico. Per la messa in sicurezza del territorio serve un cambio di visione che porti la forestazione a generare ricchezza, occupazione e ricadute positive sull'ambiente, il turismo, la filiera del legno, così come i Consorzi di bonifica, fondamentali per affrontare le sfide della sostenibilità e della transizione ecologica. A maggior ragione i progetti idrici presentati dalle regioni per accedere ai fondi del PNRR devono poter ricevere le giuste attenzioni da parte delle istituzioni per essere ben finanziati e realizzati con trasparenza e in tempi ragionevoli. Ci sono 5,27 miliardi da destinare all'agricoltura sostenibile e all'economia circolare, e altri 15,06 miliardi per la tutela del territorio e della risorsa idrica: è un'opportunità unica per far fronte alle emergenze e pianificare la prevenzione che nessun territorio italiano può permettersi di sprecare".

"Positivo, da questo punto di vista – conclude Rota – che grazie all'interlocuzione con il Mipaaf la Regione Sicilia abbia recuperato 6 progetti idrici sui 31 bocciati in precedenza, con altri 2 che sembrano in via di approvazione. In Sicilia 270 comuni su 390 sono a rischio idrogeologico e in tanti comuni si registrano negli acquedotti perdite superiori al 60%, con il paradosso che in ogni estate l'agricoltura è messa a dura prova dalla siccità mentre nei mesi invernali è colpita da frane e alluvioni. E' lo specchio del Paese. Serve davvero un coinvolgimento massimo delle parti sociali e di tutti gli stakeholders per mettere in campo scelte programmatiche lungimiranti ed evitare che ogni evento calamitoso si trasformi in tragedia".