Abramo Customer Care, M5S: “il 5 agosto la nuova riunione del tavolo di crisi”

I deputati del M5S Elisabetta Barbuto, Anna Laura Orrico e Paolo Parentela intervengono sulla vicenda Abramo auspicando che "il Tribunale di Roma adotti tempestivamente le decisioni consequenziali all'esito della gara del 22 luglio 2021. Nel frattempo – precisano – dopo aver scritto al MISE ed al Ministero del Lavoro per sollecitare la prosecuzione del tavolo di crisi la cui prima riunione si è svolta a maggio di quest'anno con la partecipazione non soltanto delle associazioni sindacali e dell'azienda Abramo, ma anche con la presenza dei rappresentanti del Comune di Crotone, annunciamo che lo stesso è stato convocato per il prossimo 5 agosto alle ore 11 in videoconferenza vista l'emergenza Covid.

Il tavolo permanente presso il Comune di Crotone è stato istituito fin da novembre proprio per seguire costantemente l'evolversi della vicenda e mettere in campo, unitamente a tutti gli attori istituzionali nazionali e locali nonché alle parti sociali, tutte le azioni necessarie per agire in sinergia al fine di assicurare i livelli occupazionali a rischio".

"Ricordiamo, infatti, - spiegano i deputati pentastellati- che la maggior parte degli oltre tremila dipendenti di Abramo si concentra in Calabria, oltre che in Sicilia e nel Lazio, ed in particolare presso la sede di Crotone. Per questo abbiamo appreso con stupore del comunicato del collega Faraone di Italia Viva che appare quanto meno distratto e sembra avere scoperto solo ora la problematica della Abramo si da chiedere al Ministro dello Sviluppo Economico di avviare un tavolo che è già operativo. Ad ogni modo, chiunque voglia realmente operare in sinergia per la soluzione del problema, è il benvenuto nella squadra che sta lavorando già da diversi mesi sul tema.

Per quanto attiene la vicenda squisitamente giudiziaria, allo stato non si possono che avanzare alcune ipotesi fra le quali, in primis, l'indizione di una nuova gara per l'aggiudicazione del complesso aziendale a prezzo base d'asta ridotto non prima di avere invitato la società a riparametrare il concordato ex art. 163 bis della legge fallimentare. Ma il Tribunale potrebbe, inoltre, considerare ancora valida l'offerta di Heritage sulla base della quale era stata avviata la procedura competitiva ai fini dell'aggiudicazione, mentre auspichiamo che l'ipotesi del fallimento sia remota e che vengano prioritariamente battute tutte le strade che consentano il salvataggio della azienda e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Vogliamo ribadire infine – conclude la nota - che continueremo ad essere presenti ed operativi, come d'altronde abbiamo fatto fin dall'inizio della vicenda. Non lasceremo nulla di intentato per scongiurare l'aggravamento della crisi economica che attanaglia i nostri territori e che potrebbe essere determinata anche dalla perdita di un solo posto di lavoro. Ci siamo stati, ci siamo e ci saremo. Non certo perché è partita la campagna elettorale, quelle esibizioni le lasciamo ad altri, ma poiché crediamo nel riscatto della nostra terra che passa prioritariamente dalla tutela del diritto al lavoro".