Chat Palamara, dalla prima commissione del Csm cinque richieste di archiviazione

palamaraluca600Archiviazione delle pratiche aperte al Csm sul procuratore capo di Milano Francesco Greco e sul capo della Direzione nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho. E' quanto ha proposto all'unanimita' la Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli, in relazione ai fascicoli aperti sui due magistrati per le conversazioni in chat con Luca Palamara.

Sono in tutto cinque le richieste di archiviazione per i fascicoli aperti sulle chat dell'ex presidente dell'Anm Luca Palamara, su cui domani dovra' esprimersi il plenum del Csm. Riguardano non solo il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, e il procuratore di Milano, Francesco Greco. Ma anche la presidente del Tribunale di Palmi, Concettina Epifanio, e due ex consiglieri del Csm Valerio Fracassi e Nicola Clivio ,entrambi eletti con Area, il gruppo dei magistrati progressisti. Le richieste sono state presentate dalla Prima Commissione, competente sui trasferimenti d'ufficio per incompatibilita' ambientale e funzionale.

Nella delibera riguardante Greco, la Commissione sottolinea che non risulta un'"impropria interferenza" nelle nomine dei procuratori aggiunti di Milano del 2017, tema che Palazzo dei Marescialli ha affrontato anche durante l'audizione di Palamara dello scorso marzo. "Non risultano condotte suscettibili di incidere sull'imparzialita' ed indipendenza del dottor Greco, neanche sotto il profilo dell'immagine, nella sede oggi occupata", si legge nel documento che domani sara' sottoposto al vaglio del plenum. Quanto a de Raho, "ritiene il Consiglio che non sussistano i presupposti per l'apertura di un procedimento di incompatibilita' ambientale o funzionale", scrive la Commissione nella sua proposta al plenum. Le interlocuzioni con Palamara, "con riferimento alla propria candidatura a procuratore della Repubblica di Napoli e successivamente a procuratore nazionale antimafia", sono "prive di qualsivoglia considerazione denigratoria degli altri aspiranti o di riferimenti ad ingerenze nelle scelte consiliari in relazione ad appartenenze associative", osserva la Commissione, secondo cui non vi e' "un giudizio di appannamento della credibilita' professionale e personale del dottor Cafiero De Raho, che ha svolto sino ad oggi le proprie funzioni con piena indipendenza e imparzialita'".