Prc Calabria: "Realtà sanitaria e sociale è drammatica"

"Sanità colabrodo, campagna vaccinazioni all'insegna del caos, dell'incapacità gestionale e organizzativa. E adesso si comincia a parlare addirittura di vaccini 'scomparsi'. Ogni giorno, una nuova storia umiliante per la nostra Regione che vive una drammatica realtà sanitaria e sociale.
La classe politica attuale, però, sembra pensare ad altro, come dimostrano le oltre duecento assunzioni in enti pubblici senza concorso, nonostante la Corte Costituzionale abbia chiarito che 'è consentita ai Consigli Regionali solo l'adozione di atti necessari e urgenti mentre è inibito qualunque intervento legislativo che possa essere interpretato come una forma di captatio benevolentiae nei confronti degli elettori'. Ma la Calabria, a partire dalle sue classi popolari, non ci sta. In questi mesi è partita una mobilitazione di lavoratrici e lavoratori, precari e disoccupati, che coinvolge diversi settori e affronta le questioni irrisolte della nostra Regione, per rivendicare lavoro, salute e dignità". E' quanto si legge in una nota di Antonio Campanella, responsabile di Rifondazione Comunista Calabria, che aggiunge: "Da anni seguiamo le varie vertenze nei nostri territori e su questa mobilitazione è intervenuto il mio partito, Rifondazione Comunista. Inizialmente abbiamo firmato un appello insieme a realtà politiche e sociali conflittuali e di classe e successivamente il Comitato Politico Nazionale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno da me preparato. Ringrazio le compagne e i compagni, a partire da Pino Scarpelli, Annarita Coppa e Monica Nardi che lo hanno presentato".

Di seguito il testo dell'ordine del giorno:

"Negli ultimi mesi, gli eventi che hanno investito la Calabria, a partire dalla vicenda del commissariamento della sanità calabrese, hanno avuto ampio risalto a livello nazionale e hanno fatto emergere la drammatica realtà sanitaria e sociale calabrese.
Migliaia di lavoratrici e di lavoratori continuano a veder scaricati sulla propria pelle il costo e i disagi della pandemia, costretti a lavorare in condizioni precarie e, in molti casi, senza dispositivi di sicurezza. In questo contesto, il nostro Partito ha aderito a un appello insieme a forze sindacali conflittuali e di classe, comitati popolari per il diritto alla salute per rivendicare un sistema sanitario pubblico di qualità, scevro dalle logiche del profitto. Sono state chiamate all'unità classi popolari, lavoratrici e lavoratori, precari e disoccupati calabresi, con il coinvolgimento di diversi settori. Nuove vertenze sono sorte e sono andate ad aggiungersi con quelle che da tempo vengono portate avanti. Stagionali, Vigili del Fuoco precari, i tirocinanti che ancora non hanno un inquadramento legale, lavoratori del settore dei trasporti, dei call center, dei servizi e assistenti sociali. E, infine, i lavoratori sanitari, in prima linea per il contrasto alla diffusione del Covid-19, senza dimenticare la vertenza del Sant'Anna Hospital di Catanzaro.

Evidenti sono le responsabilità delle istituzioni regionali e nazionali, lontane dal mettere in pratica qualsiasi misura necessaria per la tutela della salute, per il sostegno ai lavoratori in difficoltà e per un'occupazione dignitosa.
Rifondazione Comunista ribadisce il proprio sostegno alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori calabresi e rivendica un lavoro stabile e ben retribuito, salute e dignità per tutte e tutti".