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Filippo Veltri e “Il caso Calabria” aprono il 2026 della Fondazione Premio Sila

Occhi lucidi, forse, ma senza indulgenze retoriche! La Fondazione Premio Sila riparte nel 2026 con un primo appuntamento che guarda alle incoerenze della nostra Calabria. Venerdì 16 gennaio 2026, alle 18, nella sede di via Salita Liceo 14, cuore del centro storico di Cosenza, il giornalista e scrittore Filippo Veltri presenta il suo ultimo libro “Il brutto anatroccolo – Il caso Calabria. Tra degrado e narrazione fasulla”, pubblicato da Callive edizioni.

La responsabilità della narrazione

Degrado reale e rappresentazioni fasulle, problemi strutturali mai risolti e retoriche che non portano da nessuna parte. Filippo Veltri, giornalista e scrittore calabrese, da anni si occupa di raccontare la sua terra con uno sguardo che non è indulgente né con la politica né con la società civile.

In questo libro, l’analisi serrata e documentata del “caso Calabria” smonta luoghi comuni, false promesse e narrazioni di comodo che troppo spesso hanno impedito di affrontare con serietà i problemi reali della regione.

A penetrare nei meandri di questo triste ma illuminante percorso, insieme con Filippo Veltri ci saranno l’avvocato Enzo Paolini, presidente della Fondazione Premio Sila, e Paride Leporace, giornalista, scrittore e profondo conoscitore delle dinamiche calabresi.

Un confronto che si preannuncia ricco di spunti e provocazioni, nel segno di quel dibattito libero e aperto che da sempre caratterizza gli appuntamenti della Fondazione. «Inaugurare il 2026 con un libro che s’interroga su alcune storture calabresi in modo così diretto ci è sembrata la maniera migliore per ripartire – ha dichiarato Enzo Paolini –. La Fondazione Premio Sila ha sempre avuto come missione quella di creare occasioni di riflessione culturale di alto livello. E questo libro di Veltri ci aiuta a esercitare alla perfezione il nostro mandato e rappresenta un’occasione per guardare in faccia la realtà su alcune vicende della nostra terra. Senza nasconderci dietro narrazioni consolatorie e false».

Un appuntamento per capire, non per consolarsi

Chi è in cerca di semplicistiche e rassicuranti risposte, non le troverà! “Il brutto anatroccolo” è un invito a fare i conti con la complessità, le contraddizioni, i ritardi e le occasioni perdute.

Ma anche con le potenzialità, le energie e le intelligenze che la terra di Calabria continua a esprimere nonostante tutto. La Fondazione Premio Sila riprende così il suo cammino confermandosi punto di riferimento culturale per Cosenza e per l’intero Mezzogiorno.

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LA SCHEDA DEL LIBRO

Filippo Veltri, Il brutto anatroccolo – Il caso Calabria. Tra degrado e narrazione fasulla, Callive edizioni

Piccolo e nero diceva il brutto anatroccolo in una celebre pubblicità degli anni 70, che grandi e bambini impararono a memoria, e che ripetevano quando c’era da fare un appunto, una sgridata o peggio ancora. Perché ce l’hanno tutti con me si chiedeva il brutto anatroccolo, piagnucolando addolorato e offeso? Ebbene: la Calabria degli ultimi decenni è in una situazione non dissimile da quell’animaletto della pubblicità televisiva che ha segnato la storia del nostro Paese. Una sorta di buco nero della cattiva coscienza dell’Italia tutta, che sembra avere qui trovato la causa di buona parte dei suoi mali, antichi e recenti, dalla mafia al degrado, dall’economia che non va al sottosviluppo. Occorre mutare attenzione e ottica per restituire alla Calabria una narrazione normale.

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LA BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Filippo Veltri

Giornalista professionista, Filippo Veltri ha collaborato con diverse testate nazionali e regionali, occupandosi in particolare di cronaca, politica e questioni sociali legate alla Calabria. Autore di saggi e inchieste, ha sempre mantenuto uno sguardo critico e indipendente, guadagnandosi la stima di lettori e colleghi per la sua capacità di andare oltre le narrazioni superficiali e di porre domande scomode. “Il brutto anatroccolo” si inserisce in questo solco: un libro che non cerca facili consolazioni ma che vuole stimolare una riflessione profonda su cosa sia davvero la Calabria oggi, al di là degli stereotipi e delle rappresentazioni oleografiche.

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