“La Resurrezione di Cristo, come per gli apostoli, è una sorpresa che giunge anche nella nostra vita e ci dice: tu sei crocifisso? Tu sei nell’angoscia? Tu sei ferito da qualche dramma che gli altri non conoscono? Sappi che l’amore di Dio vince tutte le forme di morte. É questo l’annuncio della Resurrezione”. Così il vescovo di Lamezia Terme mons. Serafino Parisi che, in Cattedrale, ha celebrato il solenne pontificale del giorno di Pasqua.
L’esperienza “della luce che squarcia il buio” ha segnato nel mattino di Pasqua l’esperienza degli apostoli di Gesù per i quali – ha detto Parisi nell’omelia – “ la Resurrezione del Signore è stata una sorpresa. Eppure avevano sentito più volte Gesù annunciare la sua morte e la sua resurrezione. L’esperienza fatta da Maria di Magdala e dagli apostoli all’alba del mattino di Pasqua è anche la nostra esperienza. Maria aveva già fatto esperienza del passaggio dal buio alla luce, dal peccato alla vita nuova, l’esperienza dell’amore di Dio che non giudica, che non chiude il morto nel suo sepolcro ma apre sempre alla vita e alla carità piena. È l’esperienza di Paolo, che ci invita a cercare le cose di lassù, cioè a invertire lo sguardo: anche lui aveva fatto esperienza della visione della luce piena, aveva acquistato un nuovo modo di guardare la storia e la sua stessa esistenza. È l’ esperienza degli stessi apostoli, anche loro immersi nel buio: Pietro che aveva rinnegato tre volte Gesù nelle ore della Passione, i tre apostoli che erano andati con Gesù nel Getsemani e si erano addormentati. Al mattino di Pasqua, Pietro e Giovanni credevano che davvero dietro quella tomba ci fosse “un cadavere”, l’uomo dei dolori descritto da Isaia”
“Ma la Resurrezione di Cristo – ha rimarcato Parisi – è stata una bella sorpresa per tutti. Noi non abbiamo visto quello che hanno visto Pietro e Giovanni, ma crediamo che Cristo è Risorto perché gli apostoli, avendo sperimentato nella loro stessa vita la potenza dell’amore di Dio che è capace di far passare dalla morte alla vita, lo hanno detto a noi”
“Che cosa siamo chiamati a fare noi credenti nella storia? – ha proseguito Parisi – Dobbiamo portare l’annuncio della Resurrezione. In questo giorno siamo costituiti apostoli della speranza. Siamo testimoni di quell’Amore di Dio che, da sempre, dice che c’è speranza di vita per tutti coloro che sono nel buio.”
“Questo è il mio augurio – ha concluso il presule – colti “di sorpresa” come gli apostoli, possiamo annunciare nella storia che tutto ciò che è morto perché oppresso dalla sofferenza e dal male, si apre alla speranza definitiva, quella dell’amore di Dio. Un amore che, anche quando sembra distante, è sempre vicino: Dio abita il nostro dolore, lo redime. Dio ama sempre, Dio vuole la vita sempre. Diventiamo anche noi apostoli di speranza, di gioia, di amore”.
