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Vincenzo Ursini, finalista al premio “Il borgo italiano”

Con il romanzo inedito “La Ritornanza” di Vincenzo Ursini, il comune di Petrizzi è entrato nella rosa dei borghi finalisti al premio letterario “Il borgo Italiano”, edizione 2024, la cui cerimonia conclusiva si terrà il prossimo 29 giugno a Irsina, ridente cittadina della provincia di Matera.
Al premio hanno partecipato complessivamente 106 borghi con 112 opere letterarie distribuite nelle quattro sezioni previste dal regolamento, e cioè: romanzi inediti, romanzi editi, racconti inediti e poesie inedite.
Oltre a Petrizzi, per la sezione riservata ai romanzi inediti, gli altri tre borghi finalisti sono: Savelletri di Fasano (Brindisi), Naro (Agrigento) e Ortucchio (L’Aquila).
Il romanzo di Ursini, ambientato proprio a Petrizzi, racconta di un docente universitario che torna ai luoghi dell’infanzia in età matura. È la nostra memoria a definirci? E quanto i ricordi scolpiscono le nostre anime?
Per Vincenzo Ursini ricordi e memoria sono i mattoni del nostro essere, i giorni del nostro vivere.
«Ne “La Ritornanza” – scrive Biancamaria Folino – Ursini vuole offrire al lettore uno spunto di riflessione su questi temi, andando oltre il concetto tout court di “memoria” per arrivare a quello di “radici”, inteso come origine nostra e del mondo così come lo conosciamo. I ricordi del protagonista si tingono spesso di malinconia fino ad arrivare ad un vagheggiato passato “migliore” e a un presente contraddistinto solo dall’apparire e mai dalla generosità e dalla condivisione che prima erano quotidiane, perché “chi aveva di più, dava a chi era meno fortunato”».
“Perché dovrei essere qualcuno, quando posso essere me stesso?”, si chiede ad un certo punto il narratore, come se l’autenticità si trovasse proprio in quel piccolo paese e nei borghi limitrofi, nelle esperienze del passato e nel primo amore che sarà l’anello di congiunzione, ciò che alla fine pacificherà il protagonista rispetto a tutta la sua vita. Il professore ritroverà, infatti, Maria; e con lei ricomincerà da dove si erano lasciati, a partire da un tavolino del bar della piazzetta.
Alla fine quello che trionfa è l’amore: per la propria terra e le proprie origini, per i genitori e anche per la donna di un tempo, una donna piena di passione, non solo per la politica, ma per la vita stessa. Perché la ritornanza è anche questo: si torna a sé stessi e alle radici che ci hanno permesso di essere chi siamo oggi.
Davvero un bel romanzo con il quale Vincenzo Ursini, nei mesi scorsi, ha già vinto il premio ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia) tenutosi nel comune di Villafalletto (Cuneo) e il premio “Teseo” di Milazzo.

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