“Avendo vinto le elezioni, cosa che una parte delle opposizioni evidentemente non ha ancora elaborato, stiamo realizzando il nostro programma. E’ vero, non ci sara’ piu’ la App 18, ma Renzi deve stare tranquillo. La App su alcune cose ha funzionato, su altre no. Sono emerse nuove frodi a Napoli e Catanzaro dove i truffatori lamentavano nelle intercettazioni che c’erano difficolta’ burocratiche per prendere i soldi”. Lo ha detto il deputato di FdI Federico Mollicone, nel corso di una diretta su Twitch, parlando dell’emendamento di cui e’ uno dei 3 firmatari sulla modifica di 18 app.
“Vogliamo mantenere il sostegno – ha aggiunto – per adesso si chiamera’ carta cultura giovani, poi magari si trovera’ un nome piu’ accattivante, ma soprattutto il 1 gennaio lo stanziamento ci sara’ con la riformulazione del mio emendamento. Da gennaio ci saranno i tavoli tecnici al ministero”.
Mollicone ha sottolineato: “Abbiamo scoperto che negli anni il ministero non ha fatto elevata vigilanza, siamo arrivati ad un ammontare accertato parziale di 12 milioni di euro di frodi, ce ne sono state ogni anni. Tanto che ci sono inchieste in corso della Finanza e di diverse Procure. La carta e’ stata usata spesso per l’acquisto dei libri di testo, un uso improprio, serviva per i consumi culturali. Ci saranno dunque paletti sull’Isee, perche’ figli di famiglie molto benestanti i libri e gli eventi culturali li possono acquistare attraverso la famiglia”.
