“Se non siamo audaci, il che non è sinonimo di irresponsabili, se non siamo terribilmente audaci con i nostri sogni e non crediamo in loro fino a renderli realtà, allora i nostri sogni appassiscono, muoiono, e noi con loro” - Luis Sepúlveda
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Riconoscimento alla scrittrice e organizzatrice di eventi Caterina Madda, nell’ambito del Premio Internazionale Agape 2026

Ci sono premi che hanno un valore particolare perché arrivano non soltanto a celebrare un libro, un percorso professionale o un talento, ma soprattutto una passione coltivata nel tempo, con dedizione e autenticità.

È questo il significato che sembra racchiudere il riconoscimento conferito a Caterina Madda, scrittrice e organizzatrice di eventi culturali, nell’ambito del Premio Internazionale Agape 2026. Il riconoscimento è inserito nella sezione Cultura sociale inclusiva e arti, dedicata alla memoria di Sandra Albanesi, figura ricordata per il suo impegno nella diffusione e nella valorizzazione della cultura.

Un premio che arriva per il suo libro e che assume, nelle parole della stessa Caterina, un significato ancora più profondo: quello di un viaggio fatto di scrittura, poesia, arte e soprattutto incontri.

Durante il suo intervento, Caterina ha raccontato la sua passione per la scrittura e per la poesia, due dimensioni attraverso le quali riesce a dare voce alle emozioni, ai pensieri e a quella parte più intima dell’esistenza che spesso le parole quotidiane non riescono a raccontare.

Ma la sua idea di cultura va oltre la pagina scritta.

Caterina ama l’arte in tutte le sue forme, perché nell’arte riconosce una straordinaria possibilità di dialogo. Una tela, una poesia, un libro, una musica o un incontro tra artisti possono diventare linguaggi diversi capaci, tuttavia, di raccontare la stessa cosa: l’essere umano.

Ed è proprio questa convinzione ad aver accompagnato anche il suo impegno nella realizzazione della rassegna culturale organizzata a Cirò Marina nel mese di luglio. Un’esperienza che, come ha raccontato durante il suo intervento, è stata per lei particolarmente stimolante, perché le ha permesso di confrontarsi con numerosi artisti, ascoltare storie, condividere idee e creare un autentico spazio di incontro.

Perché la cultura, quando è vissuta davvero, non rimane chiusa nelle sale o nelle pagine di un libro.

La cultura vive nelle persone.

Vive negli incontri inattesi, nelle conversazioni che continuano anche dopo che si è spento un microfono, nelle emozioni che rimangono addosso dopo aver ascoltato una poesia o incontrato un artista.

E forse è proprio questo il filo che unisce la scrittura di Caterina al suo impegno culturale: la volontà di creare connessioni.

Il Premio Agape 2026, organizzato dall’associazione Agape Caffè Letterari d’Italia e d’Europa e dedicato quest’anno alla memoria di personalità che hanno lasciato un segno nel mondo della cultura, dell’informazione, dell’impegno sociale e della promozione dei caffè letterari, ha riunito ad Ascoli Piceno numerose personalità del giornalismo, dell’arte, della letteratura, della musica e del mondo accademico.

In questo mosaico di esperienze, il nome di Caterina Madda rappresenta una storia fatta di parole, sensibilità e progettualità.

Ricevere un premio per un libro è certamente un’emozione. Ma quando quel riconoscimento arriva all’interno di una manifestazione che mette al centro la cultura, l’arte e il valore delle relazioni, assume un significato ancora più grande.

È il riconoscimento a una donna che ha scelto di fare della creatività non soltanto una forma di espressione personale, ma anche uno strumento per incontrare gli altri.

E forse è proprio qui che la scrittura trova la sua forma più autentica.

Non quando serve soltanto a raccontare ciò che siamo, ma quando riesce a far sentire qualcun altro meno solo.

Caterina Madda continua così il suo percorso tra libri, poesia, arte e iniziative culturali, portando con sé la convinzione che ogni incontro possa lasciare una traccia e che ogni parola, se pronunciata con sincerità, possa diventare un piccolo ponte.

Il Premio Agape è allora non soltanto un riconoscimento, ma una tappa di un cammino.

Un cammino fatto di pagine scritte, versi, artisti incontrati, idee condivise e luoghi trasformati, anche solo per qualche ora, in spazi di cultura.

E in un tempo nel quale tutto sembra correre veloce, fermarsi ad ascoltare una storia, leggere una poesia, incontrare un artista e lasciarsi emozionare da una parola può essere ancora un atto profondamente rivoluzionario.

È questo, forse, il dono più bello della cultura.

E Caterina Madda, attraverso la sua scrittura e il suo impegno, continua a ricordarcelo.

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