“La libertà è uno stato di grazia e si è liberi solo mentre si lotta per conquistarla” - Luis Sepúlveda
HomeCalabriaReggio CalabriaAnoia, inaugurato il Centro d’accoglienza “Madre Pasqua Condò”: una porta aperta alla...

Anoia, inaugurato il Centro d’accoglienza “Madre Pasqua Condò”: una porta aperta alla speranza

Una targa svelata, una porta aperta e una famiglia che varca simbolicamente la soglia della casa nella quale inizierà una nuova fase della propria vita. Sono stati questi alcuni dei momenti più significativi dell’inaugurazione del Centro d’accoglienza “Madre Pasqua Condò”, aperto ad Anoia Superiore nei locali dell’ex Delegazione Municipale di via Reggio Emilia.

La cerimonia, celebrata domenica 27 settembre in occasione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, ha rappresentato il punto d’arrivo di un progetto nato dalla collaborazione tra la Caritas diocesana e il Comune di Anoia. Dopo la benedizione impartita dal vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti, è stata svelata la targa che intitola il centro a Madre Pasqua Condò, cofondatrice delle Suore Missionarie dell’Evangelizzazione. Il momento forse più eloquente è arrivato quando una delle famiglie accolte attraverso i Corridoi Umanitari ha aperto simbolicamente la porta dell’abitazione destinata ad accoglierla: un gesto semplice che ha tradotto in realtà il significato dell’intera iniziativa.

«Oggi non stiamo soltanto aprendo una porta, consegnando delle chiavi o presentando alla comunità delle stanze ristrutturate. Oggi inauguriamo una possibilità», ha sottolineato il direttore della Caritas diocesana e Migrantes, il diacono Michele Vomera. Una possibilità, ha spiegato, per chi arriva da lontano di sentirsi nuovamente a casa e per una famiglia di ricominciare.

Il progetto guarda infatti oltre la prima accoglienza. «Questa casa deve essere un punto di partenza, non un punto di arrivo», ha aggiunto il direttore della Caritas, indicando come obiettivo l’autonomia delle persone attraverso l’apprendimento della lingua, l’inserimento lavorativo, la scuola, la tutela della salute e la conoscenza del territorio. «La carità autentica non trattiene, la carità rende liberi».

L’intitolazione a Madre Pasqua Condò lega la nuova casa alla storia religiosa della comunità. A ricordarne la testimonianza è stata suor Loreto Bigay, vicaria generale delle Suore Missionarie dell’Evangelizzazione, che ha conosciuto personalmente la cofondatrice. «Accogliere significa prima di tutto riconoscere l’altro», ha ricordato, significa riuscire a dire attraverso i gesti: «Ti vedo, ti ascolto, la tua storia conta, la tua dignità conta, non sei solo».

Per don Giuseppe Calimera l’inaugurazione ha assunto anche un significato particolare, coincidendo con la conclusione del suo ministero di parroco ad Anoia prima del trasferimento a Cittanova. «Ringrazio Dio che mi fa concludere questo mio ministero di parroco in mezzo a voi con questo gesto di carità», ha affermato, richiamando la necessità di essere cristiani «non con le parole, ma con i fatti» e definendo Anoia «un paese che accoglie».

Il sindaco di Anoia Alessandro De Marzo ha ricordato come il Comune abbia messo a disposizione l’ex Delegazione Municipale e come, in meno di due mesi, lo spazio sia stato trasformato in una casa d’accoglienza. L’amministrazione, ha annunciato, intende proseguire su questa strada mettendo a disposizione altre strutture per progetti di solidarietà.

A raccogliere il significato della giornata è stato infine mons. Giuseppe Alberti: «La carità è il cuore della vita cristiana». Per il vescovo l’accoglienza deve diventare «concreta integrazione», fatta di un saluto, una parola, una visita e della capacità di riconoscere l’altro come persona, oltre il colore della pelle e la provenienza.

Il nuovo Centro nasce dunque con l’ambizione di essere più di un tetto, puntando a sostenere le persone accolte nella costruzione di un percorso autonomo e nella piena partecipazione alla vita della comunità.

E proprio l’immagine della porta aperta dalla famiglia che vivrà nella struttura ha dato concretezza alle tante parole pronunciate durante la cerimonia: non soltanto l’apertura di un edificio, ma l’inizio di una nuova storia di accoglienza ad Anoia.

 

Articoli Correlati