di Paolo Ficara – Nel film “Fantozzi in Paradiso”, capitolo finale della saga, il ragionier Ugo finalmente corona il suo sogno proibito con la signorina Silvani. La quale, evidentemente stravolta e con i capelli in aria, esclama esterrefatta: “Che mi sono persa per 30 anni, che mi sono persa!”. Abituata all’algido Calboni, aveva sottovalutato l’importanza della passione.
Dopo la seconda goleada in otto giorni, qualsiasi tifoso della Reggina ha compreso di aver perso tre anni di tempo. Una squadra in grado di fare la voce grossa dall’inizio, in una categoria che non può e non deve appartenere agli amaranto, era l’unica cosa necessaria.
A non ammetterlo resteranno solo i più strenui sostenitori della precedente armata Brancaleone societaria. I profeti dell’alternativa, la cui alternativa preferita era però Rizzetta. Si arrampicheranno ancora sugli specchi, vita natural durante. I frutti di chi ha seminato odio, purtroppo si raccolgono ancora oggi nell’ambiente.
Certamente è ancora presto per conferire lo stato materiale a quella che è però una netta sensazione: dopo aver sprecato tre anni, la Reggina è oggi lo squadrone in grado di vincere il campionato. Magari non di ammazzarlo, ma di vincerlo sì. Stavolta il Licata era in undici. Ma sarà stato il mancato spostamento di orario, sarà stato il colpo che ha costretto Guida a gettare la spugna, l’avversario è stato punito con una manita. Segno che oltre a vincere, questa squadra vuole farsi rispettare.
Abbiamo atteso attaccanti dal nome altisonante. A fare la differenza è però il più sottovalutato, fin qui, di tutti. Il brasiliano Reis, che nel professionismo non ha mai giocato. Ma sta dimostrando di volerci e poterci arrivare. Gioco aereo, scatto, tecnica individuale con entrambi i piedi, freddezza. Non è un caso che sia stato lui a stappare la partita, sia contro il PraiaTortora che contro il Licata.
Claudio Lotito non ha presenziato al “Granillo”, né per il debutto in Coppa Italia né per quello in campionato. A memoria e da quando abbiamo modo di frequentare l’impianto di viale Galilei, non era mai accaduta l’assenza del proprietario della Reggina per tali appuntamenti. Almeno in campionato.
Il sindaco Cannizzaro aveva invece promesso che sarebbe venuto come tifoso, e non di certo come protagonista o socio in pectore. Ed ha mantenuto la parola, nonostante qualche linea di febbre. Oltre 5.000 i tifosi presenti, magari saranno ancora di più fra dieci giorni sotto festività mariane. Ma prima c’è da recarsi a Modica, domenica prossima, per affrontare un’altra neopromossa.
