Non ce l’ha fatta Andrea Minasi, la giovane di 23 anni investita lo scorso 28 luglio mentre attraversava sulle strisce pedonali in viale Affaccio, a Vibo Valentia. Dopo giorni di ricovero in condizioni gravissime all’ospedale di Catanzaro, dove era stata trasferita in terapia intensiva, il suo cuore ha smesso di battere.
La ragazza aveva riportato lesioni gravissime nell’impatto, tra cui un importante trauma cranico e la frattura del femore. Sin dal ricovero era stata sottoposta a coma farmacologico nella speranza di un miglioramento che, purtroppo, non è mai arrivato.
In un momento di immenso dolore, i familiari hanno scelto di autorizzare la donazione degli organi, trasformando la tragedia in un gesto di grande solidarietà che potrà offrire una speranza ad altri pazienti.
La vicenda aveva profondamente colpito l’opinione pubblica non soltanto per la gravità dell’investimento, ma anche per le polemiche relative ai tempi dei soccorsi. I familiari della giovane avevano infatti chiesto chiarimenti alle istituzioni nazionali e regionali. Sulla questione era intervenuta anche Azienda Zero, precisando che l’ambulanza aveva raggiunto il luogo dell’incidente dopo circa 24 minuti dalla richiesta di intervento.
Andrea Minasi frequentava il Conservatorio statale di musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, dove studiava pianoforte. Dopo la diffusione della notizia della sua morte, numerosi messaggi di cordoglio sono arrivati da docenti, compagni di corso e da quanti avevano avuto modo di conoscerla.
Sul fronte giudiziario proseguono intanto le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Il conducente dell’auto coinvolta nell’investimento, un giovane di 21 anni, risulta indagato con l’accusa di omicidio stradale. Gli accertamenti serviranno a ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’incidente e ad accertare eventuali responsabilità.
