di Paolo Ficara – Passi avanti: zero, o poco più. Ci attendevamo che questa settimana portasse a qualche significativa novità per la Reggina, in chiave societaria. E invece si arriverà al playoff di domenica, in gara secca al “Granillo” contro l’Athletic Palermo, ancora con gli attuali occupanti. I quali tuttavia, in vista dell’iscrizione al prossimo campionato di Serie D, sono consapevoli che ci sono da sborsare un po’ di quattrini.
Vale a dire che entro la prima decade di luglio, la Reggina dovrà versare almeno 700.000 euro tra arretrati e pendenze di varia natura. Più settimane passeranno senza cedere il club, più l’acqua si avvicinerà alla gola. Ballarino ed annessi sono davanti alle seguenti tre opzioni:
- Versare i soldi necessari all’iscrizione, e poi sperare che come l’anno scorso ci siano pentimenti di massa da parte di tifosi e sponsor. Dato che è stata la città a mantenergli lo spasso, fino ad ora.
- Non pagare e, di conseguenza, non iscrivere la squadra.
- Trovare qualcuno che saldi le pendenze al loro posto, cedendogli la società all’unico prezzo possibile: zero.
La prima opzione, ad oggi, rappresenterebbe un rischio eccessivo. Ma col popolo bue, non si può mai sapere. Dispiace, ognuno sarà padrone di offendersi. Ma la realtà dice che in tanti (troppi) hanno ricoperto di offese e scherno questa testata, colpevole di essere l’unica a livello locale a spiegare come Saladini&Company rischiassero di far sparire la Reggina. Incommentabili tutti i cambi di umore verso l’attuale proprietà: se con Ballarino e Praticò si sono abbonati in tremila, al terzo anno in D, allora siamo noi a non aver capito nulla della vita.
La seconda opzione non è oggettivamente conveniente, anche perché le quote di maggioranza sono con nome e cognome del proprietario.
La terza opzione, bisogna vedere se è conveniente per chi rileverebbe. Non lo è se, oltre a pagare al loro posto i soldi per l’iscrizione, dovrà accollarsi pure i debiti. Quelli del 2024 sono già noti, nel senso che li abbiamo resi noti sul Dispaccio, e i 350.000 euro di debito verso soci oltre ai 700.000 euro verso non soci, già di per sé rappresentano qualcosa di raccapricciante.
Per capirci: se soci e non soci avessero versato soldi “con l’elastico” per un totale di 100 milioni, probabilmente nessuno scriverebbe nemmeno per scherzo che un’offerta di 99 milioni puzzerebbe di poco. Ed il concetto non cambia, anche togliendo due zeri. Trattasi di barzelletta. Dove leggete la parola “milioni” accostata ad una compravendita della Reggina, passate pure avanti.
Domenica scorsa abbiamo scritto che ci risultano almeno tre soggetti interessati a prendere la Reggina. Più avanti nei discorsi, ci risulta – e lo ripetiamo per dare modo di rileggere – un imprenditore sollecitato da persone vicine a Claudio Lotito, presidente della Lazio. Quindi non da Lotito. Ma da persone a lui vicine.
E parlando di proprietà forte, intendiamo forte per la Serie D. Se attorno a Lotito ci fosse gente in grado di coinvolgere Paperon de Paperoni, non avrebbe dovuto svendere la Salernitana in Serie A per la regola sulla multiproprietà. In preallarme dirigenti che si stanno già muovendo, e che hanno allacciato i contatti per la coppia di centrali garanzia di successo: Marco Baldan e Joaquin Suhs, protagonisti delle ultime promozioni di Scafatese e Siracusa.
Per quanto concerne gli (almeno) altri due soggetti imprenditoriali interessati, uno lo abbiamo già scritto ed è Nicola Canonico.
Tornando al popolo bue. Ancora ci tocca leggere messaggi di gente che addirittura rivendica di aver fischiato il presidente della FIFA. Probabilmente non sa o non ricorda che Gianni Infantino si è potuto candidare, nel 2016, per rimpiazzare Michel Platini travolto da un’inchiesta giudiziaria. Quale persona con un po’ di sale in zucca, da vertice del calcio mondiale, si sarebbe messo a fare telefonate per proteggere la Reggina in una vicenda nella quale, ormai, era entrata la magistratura sportiva? E con buoni del tesoro fasulli, presentati alla giustizia ordinaria?
Peraltro, senza che nessuno glielo abbia nemmeno chiesto.
Reggina, depositato il bilancio per l’esercizio 2024: lieve perdita, debiti per oltre 1,5 mln
