“Le idee non possono realizzare nulla. Per realizzare le idee, c'è bisogno degli uomini, che mettono in gioco una forza pratica” - Karl Marx
HomeFronte del palcoFronte del palco Reggio Calabria"Sabato, domenica e lunedì" in scena il 18 marzo al Teatro Cilea...

“Sabato, domenica e lunedì” in scena il 18 marzo al Teatro Cilea di Reggio Calabria

Il capolavoro eduardiano, Sabato, domenica e lunedì, torna dopo oltre vent’anni lontano dalle scene, nel nuovo allestimento firmato da Luca De Fusco che, con abile rigore registico, si insinua nelle pieghe della drammaturgia originale per offrire un affresco vivido sulle dinamiche, i segreti e le tensioni intime di una famiglia. La Stagione 2026 della Polis Cultura al Teatro Cilea si arrichisce quindi di una nuova perla, in scena mercoledì 18 Marzo alle 21. Un ritorno all’intramontabile commedia di Eduardo De Filippo, scritta nel 1959, che intercetta il nostro tempo, in equilibrio perfetto tra acuta ironia e crescente conflittualità, esplorando i meccanismi delle relazioni parentali che si agitano attorno a un pranzo domenicale. A dare vita a questo interno domestico è la compagnia di interpreti guidati da Teresa Saponangelo (nel ruolo di Rosa) e Claudio Di Palma (interprete di Peppino), con cui Luca De Fusco scandaglia le contraddizioni familiari attraverso una regia nitida e fedele all’originale, svelando la profonda umanità e tenerezza dei personaggi che troveranno poi nella riconciliazione un simbolo di compattezza di fronte alle difficoltà. Lo spettacolo – una produzione del Teatro di Roma in alleanza coproduttiva con lo Stabile di Torino, lo Stabile di Bolzano, il Biondo di Palermo e il LAC di Lugano – celebra la grandezza di un autore e di un’opera che, custodendo al suo interno la storia culturale e sociale del nostro Paese, ha ancora molto da insegnarci. Il testo, «il più borghese e quasi cechoviano di Eduardo», come sottolinea Luca De Fusco – regista e direttore artistico del Teatro di Roma – delinea il racconto di un momento di equilibrio sociale oggi perduto, tra le mura di una grande casa della numerosa famiglia Piscopo, che abbraccia tre generazioni: il nonno Antonio Piscopo, i due coniugi Peppino Priore e Rosa, i figli, e la classica zia “zitella”, Amelia Priore. Una famiglia compatta e affezionata ai propri rituali, come quello del pranzo della domenica. È proprio nella lenta ebollizione del succulento ragù che si insinuano le tensioni che minacciano sentimenti ed equilibri, tra Rosa e suo marito. Peppino: lei in competizione culinaria con la nuora, lui in preda ad una inesistente gelosia tolstoiana. L’opera, che fa parte della Cantata dei giorni dispari, raccolta in cui compare una visione eduardiana amara dell’esistenza, sembra discostarsene lasciando un pensiero ottimista riguardo la sopravvivenza della famiglia. È una commedia senza tempo, in cui si sorride, ci si commuove e si riflette, anche e soprattutto, sul ruolo della donna. Centrale, infatti, è la figura di Rosa Priore che, nell’interpretazione di Teresa Saponangelo, volto amato del cinema e della tv, incarna l’archetipo femminile che assorbe le tensioni e mantiene la coesione familiare. Come dichiara lo stesso De Fusco: «La famiglia De Piscopo è una vera famiglia, compatta e affezionata ai propri rituali. Ci commuove perché sa curare le proprie ferite e tiene alla salute del gruppo come ad un valore. Le donne, com’è giusto che sia, non preparano più la camicia e i calzini ai mariti e non dedicano più ore ed ore alla preparazione del mitico ragù. Quella famiglia si reggeva però su un equilibrio, che non abbiamo ancora ritrovato. Rileggendo questo capolavoro ci viene da rimpiangere più l’equilibrio perduto che l’anticipazione dei futuri conflitti. Ed emerge forse il rimpianto di Eduardo per una famiglia “normale”, da lui mai avuta.»

Dal punto di vista della scrittura scenica De Fusco maneggia la materia eduardiana come un regista – interprete, senza spostare alcuna nota della partitura, piuttosto che un regista-demiurgo che tende a diventare il vero autore dello spettacolo: Sabato, domenica e lunedì è una commedia corale che, mantenendosi in tensione tra leggerezza e profondità, restituisce con forza quanto il teatro di Eduardo sia ancora vivo, sorprendentemente vitale e necessario. Questo allestimento acquista un valore simbolico e affettivo, poiché il suo debutto coincide con la ricorrenza che tocca la famiglia De Filippo e segna il nostro intero Paese: il 27 novembre è stato infatti il decennale della scomparsa di Luca De Filippo, un’occasione per rinnovare l’omaggio a un’eredità artistica intramontabile.

Subito dopo il Cilea si prepara allo straordinario allestimento della Tosca di Giacomo Puccini, prodotto da Polis Cultura e Conservatorio Tchaikovsky, che andrà in scena Venerdì 27 Marzo alle 21 e Domenica 29 alle 17,30 in pomeridiana, un grande evento per tutto il territorio regionale.

Articoli Correlati