Con la pubblicazione avvenuta l’8 marzo sul canale YouTube della Compagnia Teatrale BA17, è stato finalmente messo a disposizione del pubblico il cortometraggio realizzato per celebrare le donne, che ha unito in una linea temporale unica il 25 novembre con l’8 marzo: “Make me Up” della Compagnia Teatrale BA17, scritto e diretto da Angelica Artemisia Pedatella, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Monterosso Calabro, con la partecipazione degli allievi del CPA – Centro Per le Arti di Lamezia Terme e la colonna sonora della musicista e compositrice teramana Giada Mancini. Un lavoro che racconta la resilienza e che si inscrive all’interno del progetto cinematografico “Monterosso set a cielo aperto”. Il progetto è pensato per diventare luogo di dibattito per le comunità, le scuole, le associazioni, con la finalità di reindirizzare la tematica della violenza verso il concetto di riparazione e solidarietà. «La funzione dell’arte – spiega la regista Pedatella – è anche di essere al servizio della gente. Tutta la storia dell’arte e dello spettacolo vedono il continuo fondersi di ispirazione personale ed esigenze sociali. Così questa storia deve raccontare una prospettiva nuova delle donne che reagiscono ad una società sempre più violenta. È così che da una giornata come il 25 novembre si arriva alla festa dell’8 marzo. Da due anni a questa parte stiamo lavorando a livello di comunicazione sociale proprio sulle sinergie temporali e territoriali per mettere in un sistema diverso il dibattito su certi temi a cui l’arte può sensibilizzare con una nuova dinamica». Protagonista del lavoro è l’attrice Maria Condrò che svela un aneddoto sull’opera: «Quando ho sentito la colonna sonora finale, mi sono emozionata… La canzone “Occhji di mari” era quella che mi cantava mia madre quand’ero piccola. È venuta a mancare senza che potesse vedermi davvero realizzata nel mio lavoro artistico che ho continuato a coltivare con amore senza fermarmi, nonostante le difficoltà del settore, note a tutti. Quando lo ho comunicato ad Angelica Artemisia, la regista, mi ha risposto che non sapeva il perché avesse fatto questa scelta, la aveva improvvisamente “sentita” dopo che la compositrice Giada Mancini ne aveva realizzato “casualmente” una versione riarrangiata. Angelica ha pensato che dovesse essere la canzone più significativa del lavoro. Mi sono emozionata tantissimo, le ho raccontato di mia madre e tutto il gruppo ha deciso che questo lavoro sarebbe stato dedicato a lei, a Giovanna, come compare prima dei titoli di coda. È un augurio per il futuro e io lo dedico a tutte le ragazze, a tutte le madri e le donne che si impegnano senza mollare mai e hanno il coraggio di inseguire i sogni. Perché di sogni ne abbiamo tanto bisogno, in Calabria».
LA TRAMA E IL CENTRO PER LE ARTI
Una immagine che viene dal passato, una storia raccontata nel futuro e maschere sociali da mettere e togliere: questa la trama sorprendente di un lavoro che in poco più di quindici minuti scrive una vicenda in cui il colpo di scena è continuo, frutto di un intreccio tra interpretazione, scrittura dei personaggi, sceneggiatura e creatività che il Centro Per le Arti a Lamezia Terme porta avanti, offrendo opportunità di crescita culturale e artistica di fondamentale importanza per il territorio.
Toccante il messaggio del cortometraggio: il ritrovamento di una foto rovinata, la storia di una donna che subisce l’ennesima aggressione e trasforma tutto questo in una festa inaspettata che riunisce le donne di una famiglia divisa. Per raccontarla serviva non solo una buona sceneggiatura, in grado di stupire ogni volta con scelte stilistiche innovative, ma tutta la creatività con cui il team ha condotto la storia. «Il Centro per le Arti è anche questo – spiega il maestro, doppiatore e interprete Giuseppe Ingoglia. – Lavoriamo con i nostri allievi perché siano partecipi di progetti condivisi, imparando a conoscere il territorio e a lasciare su di esso messaggi positivi, interessanti e innovativi. Il lavoro da fare è tanto e alcuni di loro sono agli inizi del percorso, ma questo cortometraggio dimostra chiaramente che le buone intenzioni e uno spirito di squadra sincero possono aiutare chiunque a partecipare al grande lavoro collettivo dell’arte. Insomma, l’arte al Centro Per le Arti è una cosa seria!». Nel progetto anche il soprano Giuliana Tenuta che veste panni inediti dell’attrice, insieme a Marianna Vecchio, Elisa Falcone, Giulia Torcasio, Zoe Tenuta, Ilenia Torcasio, Natascja Marrano, Eulalia Palmieri. Quasi al completo lo staff tecnico della Compagnia con Silvana Esposito, che cura scene, costumi e trucco, Lorenzo Cardamone che cura la fotografia e le riprese insieme a Vincenzo Cardamone e Andrea Bonanno, Paolo Paparella nel settore tecnico dell’audio, Raffaele Guzzo che supporta la produzione backstage e la comunicazione. Sono le attrici che tra ironia e dramma raccontano la vita così com’è. Fondamentale la comunità di Monterosso, capeggiata dal sindaco Antonio Lampasi, che ha accolto con la solita fraterna alleanza il team, collaborando per la piena riuscita del progetto. I luoghi di Calabria e i messaggi positivi hanno ottenuto un nuovo risultato: una storia che commuove, che sprigiona energia, che consolida un team di professionisti calabresi pronti a rivoluzionare il racconto di questa terra.
