Musei e parchi archeologici comunemente inseriti nei programmi di visita sono chiusi. Alcuni per lavori in corso, altri per mancanza di personale, altri ancora per entrambi i motivi. E’ l’allarme lanciato da AGTA – Associazione Guide Turistiche Abilitate, proprio nell’imminenza dell’apertura della stagione turistica. Questa la situazione: Museo archeologico della Sibaritide chiuso dal 16 febbraio, Museo archeologico di Crotone dal 9 febbraio, La Fortezza di Le Castella di Isola Capo Rizzuto dal 19 gennaio. Il Museo Archeologico di Capo Colonna, chiuso dallo scorso settembre, dovrebbe riaprire a marzo. Il museo archeologico di Vibo Valentia è accessibile solo nel fine settimana. Il museo e parco archeologico di Locri alla regolare chiusura del lunedì aggiunge quella del martedì. Molte zone del parco archeologico non sono visitabili per carenza di personale. Da aggiungere, Cattolica Stilo, uno dei monumenti più visitati della Calabria, chiuso da mesi e senza data, ad oggi, di riapertura. Una situazione imbarazzante, sintetizza Tommaso Misiano, referente AGTA della Calabria. “Parliamo di luoghi legati al MiC, inseriti nella nostra programmazione. Programmazione che – scandisce – con le agenzie turistiche facciamo un anno prima, due coi tour operator. Oggi, a siti impraticabili, non abbiamo un’offerta alternativa da proporre e non rimane altro che informare i turisti, italiani e stranieri, che ‘questo e quello non si possono visitare’. Ne va della nostra credibilità, ma anche di quella della regione tutta, su cui da anni si sta spingendo”. Misiano insiste sul metodo. “Non si mette in discussione la necessità di lavori, finanziati soprattutto col PNRR, i cui benefici saranno indiscussi. Ma la simultaneità degli interventi, la mancanza di tempestività nelle comunicazioni ufficiali, che non ci consentono di progettare altri percorsi”. Da aggiungere, anche la Spada di Damocle sul rinnovo dei contratti del personale museale. Si parla di 300 lavoratori. “Una volta riaperti, il rischio è che siano accessibili in giorni e in orari ridotti”. Insomma, tutt’altro che una bella immagine della Calabria, non solo per il 2026, perché si crea di fatto un precedente che mina la fiducia di agenzie e tour. “E un danno immediato e riscontrabile per chi, come noi guide, lavora per promuoverla”. Da parte sua Isabella Ruggiero, presidente dell’AGTA, commenta: “Inutile fare tante campagne per cercare di diversificare i flussi se poi, ad eccezione dei soliti monumenti, su quelli meno noti abbiamo problemi ad accogliere i turisti. L’attuale Ministero del Turismo sta svolgendo un grande lavoro per la valorizzazione dei siti meno famosi; oltre alle varie campagne ispirate a questo obiettivo, quest’anno il III Forum Internazionale del Turismo è stato dedicato proprio al tema dell’Undertourism. Ci pare però che non ci sia un’enorme volontà da parte del Ministero della Cultura di collaborare con il settore del turismo o al fine di favorire il turismo. Il caso della Calabria è solo l’ultimo esempio di una serie. Non ci permettiamo di criticare i tempi e i modi dei restauri, che essendo legati ai fondi PNRR immaginiamo debbano essere usati tutti nello stesso periodo ed entro scadenze ravvicinate. Vorremmo però sollevare l’attenzione sulla carenza di personale per il mancato rinnovo dei contratti: il clima di incertezza, il rischio di ulteriori chiusure, le comunicazioni all’ultimo momento danneggiano tutto e tutti: il territorio, gli operatori e il pubblico.”
AGTA Calabria: “Danno di immagine e disagi per i visitatori. Poca volontà da parte del Ministero del Turismo”
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