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Mesoraca diventa set: al “Lombardi Satriani” il cinema antropologico di Eugenio Attanasio per raccontare l’anima sonora del territorio

Sarà la “visione” del regista Eugenio Attanasio a guidare gli studenti del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane di Mesoraca “Lombardi Satriani” in un viaggio alla riscoperta delle proprie radici. Al centro del progetto “Antropologia del Suono”, sostenuto dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, c’è proprio l’idea di cinema di Attanasio: uno strumento potente, capace di raccontare l’universo umano attraverso ciò che l’uomo produce, a partire dai suoni.  Il progetto sul cinema antropologico  del Liceo Lombardi  Satriani ha vinto il bando Cips (Cinema e immagini per la scuola) del Ministero. “Il cinema antropologico non è solo visione, è un modo per stare dentro la trasformazione della società”, ha spiegato il regista Eugenio Attanasio, pluripremiato in festival di caratura internazionale, fondatore e presidente della Cineteca della Calabria, apprezzato operatore culturale, erede del più grande documentarista al mondo Vittorio De Seta, di cui è il più prestigioso e attendibile biografo. E, proprio richiamando la lezione di De Seta, Attanasio ha spronato i ragazzi a cambiare prospettiva, scendendo nel profondo della cultura popolare meridionale, per trovarvi nuovi motivi di ispirazione. Non a caso, il percorso partirà dalla visione del suo documentario “Figli del Minotauro”, un’opera fortunata di Attanasio che mette a nudo la simbiosi tra uomo, natura e suoni autentici durante la transumanza, per poi passare alla fase laboratoriale vera e propria.
In questo contesto, la scuola si configura come un vero laboratorio del territorio, con l’obiettivo ambizioso di trasformare Mesoraca in un set e in uno studio di registrazione. La dirigente scolastica, Antonella Parisi, ha sottolineato come l’istituto sia tra i soli 75 in Italia ad aver ottenuto questa opportunità, puntando tutto su una formazione che dia ai ragazzi competenze tecniche, creative e critiche. “Vogliamo valorizzare il territorio attraverso i suoni della tradizione”, ha ribadito la preside, vedendo nel cinema un valore educativo e attrattivo capace di unire le scuole in rete.
Fondamentale per la crescita di Mesoraca, “il paese che canta”, è stata la creazione di una solida rete tra le istituzioni. Luisa Tesoriere, docente e Assessore alla Cultura, ha evidenziato come, proprio partendo dal ruolo di amministratore, sia stato possibile accogliere con entusiasmo un’unione di intenti che crea una rete tra le amministrazioni, per far crescere il territorio. Una sinergia vitale per valorizzare “il paese dei suoni” e il suo “Vergari soundscape”, un’identità radicata nel DNA di una comunità che il professore Francesco Grano ha descritto ricordando l’antico nome Messurga: “gente che canta per la fertilità del territorio”.
Il passaggio dalla teoria alla pratica dimostra che il lavoro dei ragazzi non resterà sui libri. Affiancati da Attanasio e con il supporto tecnico del Conservatorio, gli studenti si cimenteranno nelle riprese dei riti sonori della Settimana Santa e racconteranno le personalità musicali locali. Un’anticipazione di questa atmosfera è arrivata durante la presentazione, grazie al professore Piero Marrazzo, che con chitarra e voce ha interpretato i canti popolari di Mesoraca. Quello che nasce oggi è un progetto che guarda al futuro senza dimenticare il passato, consegnando alle nuove generazioni la camera da presa per filmare l’anima sonora della propria terra. Una grande opportunità di crescita per questi studenti, che hanno il privilegio di frequentare una scuola che guarda ai più vasti orizzonti e, al contempo, profondamente radicata nella propria terra. La Cineteca della Calabria, presieduta da Attanasio, è attiva fin dalla sua costituzione, in un programma di ricerca, acquisizione e conservazione di pellicole e lavori sia di finzione che documentaristici, che vedono principalmente la Calabria e il Mezzogiorno come protagonisti diretti o indiretti. Questo processo si compie mediante ristampa degli originali, in 35 e 16 mm, e successiva digitalizzazione per rendere disponibili, con le moderne tecnologie, opere cinematografiche in tutti gli standard e formati. La cineteca rende accessibile il suo patrimonio per progetti di ricerca, studio e promozione della cultura cinematografica, con particolare attenzione verso il territorio. Il lavoro di  ricerca e catalogazione delle pellicole contribuisce a tracciare i contorni di una Regione come la Calabria che, fino ad oggi, non ha avuto modo di crearsi una identità cinematografica ben definita.

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