«Nonostante abbia quasi quarant’anni, “Nuovo Cinema Paradiso” riesce ad emozionare tutti e a mettere d’accordo gli spettatori di tutte le generazioni».
Lo ha dichiarato il Vicesindaco di Rende, l’Avv. Fabio Liparoti, intervenuto a nome del Sindaco On. Sandro Principe alla presentazione de “La gloria e la prova” (Baldini e Castoldi), il libro biografico di Totò Cascio, l’enfant prodige del capolavoro di Giuseppe Tornatore, scritto a quattro mani con il musicista-scrittore Giorgio De Martino giunto nel 2025 alla quarta edizione.
All’evento, organizzato dalla produttrice cinematografica e storica del cinema Alba Rovella e svoltosi la sera del 10 settembre nel Museo Civico di Rende, ha partecipato Ninni Panzera, il direttore artistico del Moff (Messina opera film festival) che ha dialogato con Cascio.
A proposito di eventi generazionali, «il legame tra “Nuovo Cinema Paradiso” e il centro storico di Rende è forte e più che noto», ha spiegato ancora il Vicesindaco. L’Avv. Liparoti ha concluso il suo saluto ricordando che anche il Cinema Santa Chiara di Rende è un pezzo di storia perché «ha compiuto da poco il secolo di vita. Noi confidiamo che, a partire dalla bella stagione, da questa importante sala parta un contagio culturale per tutto il territorio».
Sul Cinema Santa Chiara si è soffermata anche la Professoressa Marinella Castiglione, Consigliera Comunale con delega al Centro Storico, nel suo saluto istituzionale: «Il Santa Chiara è stato un importante centro di aggregazione culturale e un punto di riferimento culturale che ha accompagnato la crescita della nostra città».
Introdotti dal giornalista di “Parola di Vita” Fabio Mandato, Cascio e Cassarà hanno emozionato il pubblico con un’intervista in diretta, nella quale l’attore siciliano ha raccontato la sua carriera, iniziata quasi per caso con una selezione nelle scuole effettuata dalla sorella di Tornatore ed esplosa col successo improvviso e inaspettato di “Nuovo Cinema Paradiso”.
«Io non ero uno studente modello, ma uno studente modello», ha raccontato Cascio, il quale ha ricordato l’incoscienza infantile con cui aveva affrontato le riprese del film: «Non mi impressionai più di tanto perché consideravo tutto un gioco: anche un gigante come Philippe Noiret era per me un compagno di giochi».
Totò Cascio, ha spiegato Panzera, «è una delle persone più famose al mondo: il suo nome è sulle locandine cinematografiche dei cinquanta Paesi in cui è stato proiettato “Nuovo Cinema Paradiso”».
Il successo di questo capolavoro era tutt’altro che scontato: «Ai botteghini fu un flop», ha ricordato ancora Panzera, «poi ottenne un premio al Festival di Cannes e, da lì, l’Oscar nel 1990».
«L’Oscar a Tornatore fu uno spartiacque», ha spiegato a sua volta Cascio, «l’ultimo film italiano ad averlo vinto era Amarcord di Fellini, premiato quindici anni prima. Poi sarebbero seguiti Salvatores e Benigni».
Fin qui la gloria, che proiettò il piccolo Totò nel cinema internazionale, con ruoli accanto a big e mostri sacri come Bud Spencer, Marcello Mastroianni, Massimo Ranieri, Franco Nero, Vanessa Redgrave, Adriano Celentato e Sylvester Stallone.
A questa esplosione, gestita con molta oculatezza dal padre, che investì bene i guadagni cinematografici, seguì il dramma: una retinite pigmentosa, che ha ridotto l’attore quasi alla cecità.
«Il cinema non si era dimenticato di me, ma io mi ero dimenticato di me stesso». Così Totò Cascio ha spiegato la sua improvvisa assenza dai riflettori.
«La retinite fu diagnosticata a me e a mio fratello a Boston, nel maggio del ’94, lo stesso periodo in cui morì Ayrton Senna».
Dopo il buio, non solo in senso fisico, la rinascita: «Il 2015, per fortuna, toccai il fondo. Seguii il consiglio di un amico di Palermo, che aveva la mia stessa patologia, e mi sottoposi alla psicoterapia, che in quattro mesi ottenne risultati importanti».
Poi «mi iscrissi all’Istituto Cavazza di Bologna, che frequentai quasi in anonimato, tranne all’ultimo, quando decisi di presentarmi per davvero».
Ed ecco qui Totò Cascio, praticamente rigenerato e pronto a nuove sfide, tra cui un nuovo libro e alcune pellicole annunciati tutti nell’incontro del 10 gennaio.
La serata è terminata al Cinema Santa Chiara dove, dopo una breve introduzione di Orazio Garofalo, è stata proiettata una versione lunga (e rara) di “Nuovo Cinema Paradiso”: più di 150 minuti per cinefili e amanti dell’arte.
