“L'arte di non sapere, che non dev'essere confusa con l'ignoranza, perchè gli ignoranti non sono responsabili della loro triste condizione, nasce da un'idea autolatra ed egocentrica del mondo e della società” - Luis Sepúlveda
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“Esisto ma non vivo”, il cortometraggio sociale di Martire anche all’Unical (29 maggio) e ad Acri (8 giugno)

Continua a far discutere il cortometraggio sociale sulla sessualità secondo il punto di vista di un ragazzo con disabilità, “Esisto ma non vivo”. Il corto, prodotto da Creatività Automatica e diretto da Marco Martire ha riscosso un successo senza precedenti lo scorso mese di aprile. Alla “Prima” del cineteatro Garden di Rende, il pubblico delle grandi occasioni ha omaggiato attori e regista, tributando loro applausi scroscianti ed apprezzamenti.

“Un tentativo originale e ambizioso di affrontare i pregiudizi che accompagnano l’esistenza di chi è affetto da disabilità, con l’obiettivo di generare maggiore consapevolezza rispetto a tale condizione, dando una voce proprio a chi in prima persona si trova ad affrontare i problemi della disabilità”, hanno avuto modo di spiegare i protagonisti del progetto. Il corto è stato realizzato dall’associazione cinematografica “Creatività automatica” e diretto da Marco Martire (anche presidente della stessa) con la preziosa assistenza di Caterina Misasi (aiuto-regista), affermata attrice professionista. L’idea di Davide Carpino, giovane attore cosentino con disabilità, che interpreta il protagonista della storia, emoziona e fa molto pensare.

Due le prossime proiezioni: la prima è il 29 maggio, alle ore 11 presso l’aula Iana (cubo 19B). Il prof Carlo Fanelli converserà con Martire e Carpino. Mentre l’8 giugno, ad Acri, al Palazzo Sanseverino-Falcone alle 21, il presidente della Pro Loco Carlo Stumpo, l’assessore allo spettacolo del Comune Gino Maiorano e il direttore di Cineincontramoci Mattia Scaramuzzo discuteranno del cortometraggio insieme ai due protagonisti ed a Sabrina Montalto che è anche Psicologa e Psicoterapeuta. Modera l’incontro Manuela Molinaro.
“Siamo sulla strada giusta, quella della non indifferenza e della condivisione sociale di tematiche talmente vere ed avvertite che coinvolgono, ancora di più, i cittadini ed i cinefili”, ha rimarcato il regista Marco Martire.

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