“In attesa di conoscere e goderci “ le 10 cose belle del 2026” , preannunciate da Roberto Occhiuto, assume più consapevolezza da parte dei cittadini di Vibo Valentia e dintorni, la inderogabile necessità di condividere e sviluppare, attraverso una incisiva “pressione popolare”, un’unica idea per tentare di dare un calcio al pressapochismo che ha messo, conseguentemente, in ginocchio, in questi anni, speranze e annunciate certezze sul faticoso iter volto ad affrontare e risolvere i disagi e le difficoltà che hanno un solo unico comune denominatore: la persistente criticità del sistema sanitario pubblico. Stando a quel che appare, si sta facendo strada, nel territorio di Vibo Valentia e dintorni, la necessità, lanciata da “Ali di Vibonesità”, attraverso il suo autorevole referente, dott. Giuseppe Borello, attento osservatore dello scenario nel derelitto pianeta sanità Calabria, di dare concretezza alla sostenuta volontà di lottare, tutti insieme, non solo il pressapochismo ma soprattutto l’incapacità gestionale, l’immobilismo e quel che è ancora peggio, il silenzio, il non ascolto dietro cui si sono trincerati Regione Calabria, Asp, Conferenza dei Sindaci, Provincia e non solo che continuano a non rispondere ai quotidiani appelli di Associazioni e cittadini ed a mantenere sempre più attiva la “cultura del contentino”, divenuta ormai la più classica presa per i fondelli. Un comportamento che nessuno merita, ne tampoco chi soffre quotidianamente per le mancate risposte alle spesso emergenti domande di salute. “Ali di Vibonesità” invita Istituzioni, Politica, Enti, Scuole, Professioni, Sindacati, Associazioni e quanti insistono nelle articolazioni dell’attività territoriale a scendere in campo per manifestare, silenziosamente, la difesa di un diritto negato, quello della salute, mai preso in seria considerazione, affidando ad un documento finale da consegnare al Prefetto la legittima rivendicazione. “Ali di Vibonesità”, così come il Forum Provinciale del Csv, di cui è portavoce Giuseppe Conocchiella, le altre Associazioni impegnate, rincorre, con motivata convinzione, la necessità di non perdere di vista le costanti e tenaci denunce di questi ultimi anni, avviate, come si ricorderà, con l’approvazione, l’11 marzo 2023, alla Biblioteca Comunale di Vibo Valentia, da parte dei cittadini, di uno storico documento presentato a difesa della tutela del diritto alla salute del territorio vibonese tutto. A mettere in moto la macchina del più che intenso dibattito tra cittadini e Asp è intervenuto, infatti, il più che accattivante titolo dell’iniziativa: “ Il Patto per un nuovo modello culturale della tutela della salute nell’Asp di Vibo Valentia” che ha spalancato le porte ad un profondo e intenso confronto dibattito che ha acceso i fari verso la condivisa ricerca di una “nuova idea per il territorio”. Giova ricordare che “Ali di Vibonesità “ e “Comunità Competente Calabria”, quest’ultima coordinata da Rubens Curia, ex Commissario dell’Asp ed ex Dirigente e titolare, tra l’altro di una straordinaria esperienza del pianeta dei Lea al Dipartimento della salute della Regione Calabria, con la condivisa e intensa collaborazione delle rappresentanze territoriali di Nicotera, Tropea, Serra San Bruno, Pizzo e Soriano, hanno avviato, con il documento approvato, un percorso che aveva come obiettivo la ricerca di una sanità attenta e capace di garantire i bisogni di salute della popolazione. Oggi, a distanza, di quasi tre anni, la “pressione popolare” esercitata dai cittadini che lamentano la cronica assenza di un programma, organizzazione e competente guida gestionale e soprattutto difficoltà, raggiunge una fase avanzata invocando a pieno titolo e diritto un nuovo e avanzato modello di fare sanità. In assenza chi ne ha la competenza deve prendere atto che occorre rimettere in discussione il sistema e senza ulteriore montagne di chiacchiere e parole si dovrà pensare a come coinvolgere, sopratutto i giovani, a diventare immediati protagonisti delle scelte che governano il territorio”.
Così in una nota di Ali di Vibonesità.
