Una grave intimidazione ai danni del presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello, è venuta alla luce solo nelle ultime ore, nonostante il fatto risalga alla sera del 21 dicembre scorso. L’episodio si è verificato nella frazione Triparni e, per modalità e pericolo, avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche. Secondo quanto ricostruito, Iannello, dopo aver trascorso la serata in paese, stava rientrando a casa a bordo della propria auto. Mentre era intento a entrare nel garage, una persona ha esploso cinque colpi di pistola contro la struttura e il veicolo, presumibilmente utilizzando un’arma calibro 7,65. Uno dei proiettili ha colpito il portabagagli dell’auto.
Il presidente del Consiglio comunale, in quel momento, non si è accorto di nulla e ha inizialmente pensato che si trattasse dell’esplosione di alcuni petardi, un’ipotesi ritenuta plausibile considerando il periodo natalizio e le consuetudini festive. La scoperta è avvenuta soltanto due giorni dopo, quando la moglie di Iannello ha notato i fori di proiettile sul muro del garage e sul cofano dell’auto, oltre alla presenza di alcuni bossoli a terra, poco distanti. Immediata è scattata la denuncia alla Polizia di Vibo Valentia, che ha avviato le indagini per fare piena luce sull’accaduto. Resta da chiarire il movente del gesto intimidatorio che, secondo gli inquirenti, avrebbe potuto trasformarsi in tragedia se l’autore avesse avuto una mira diversa.
Tra le ipotesi di reato al vaglio vi sarebbe anche quella di tentato omicidio, oltre a spari in luogo pubblico e danneggiamento. Antonio Iannello è stato per anni ingegnere presso la Saipem di Triparni e da qualche tempo è in pensione. Da sempre appassionato di politica, nel 2006 ha ricoperto il ruolo di assessore ai Lavori pubblici nella giunta comunale di centrosinistra guidata da Franco Sammarco. Alle ultime elezioni amministrative è stato eletto presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, forte di un significativo consenso personale che gli ha fatto superare ampiamente la soglia dei 300 voti, nella coalizione vincente guidata dal sindaco Enzo Romeo. L’episodio ha suscitato forte preoccupazione negli ambienti politici e istituzionali cittadini, in attesa che le indagini chiariscano responsabilità e finalità di un gesto apparentemente, a detta dell’interessato, non sembra avere un movente.
“Sconcerto per la vile intimidazione subita dal presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Iannello, la cui auto alcuni giorni fa è stata presa di mira da colpi d’arma da fuoco mentre rientrava a casa.
Piena solidarietà e vicinanza a lui, alla sua famiglia, e all’intera città di Vibo Valentia.
Atti di questa gravità colpiscono non solo la persona coinvolta, ma l’intera comunità e le istituzioni democratiche che essa rappresenta.
La Calabria tutta condanna senza esitazioni ogni forma di violenza, difendendo con fermezza i valori della legalità”.
Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.
“È un fatto inaccettabile il grave atto intimidatorio avvenuto a Vibo Valentia con colpi di arma da fuoco contro l’auto e l’abitazione del presidente del Consiglio comunale, Antonio Iannello”. Lo dichiara in una nota il Pd Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto. “Esprimiamo piena solidarietà a Iannello e alla sua famiglia – prosegue il Pd Calabria – e confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura affinché sia fatta presto luce sull’accaduto e siano individuati e puniti i responsabili. Colpire un rappresentante delle istituzioni significa colpire la democrazia. La Calabria non può e non deve arretrare sul terreno della legalità, della sicurezza e – conclude la nota del Pd Calabria – del rispetto delle regole”.
