Processo Teorema, il PD di Cirò Marina incalza Panebianco: “Perché il Comune non si è costituito parte civile?”

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«Quali ragioni hanno impedito, fino a questo momento, al Comune di Cirò Marina di costituirsi parte civile nel processo Teorema? Quali valutazioni ha compiuto l’amministrazione e quali iniziative intende assumere per tutelare l’ente e i cittadini?». È quanto chiede il Partito Democratico di Cirò Marina alla sindaca Mariagrazia Panebianco, alla luce degli sviluppi del procedimento giudiziario che interessa anche vicende amministrative del Comune.

Nell’udienza del 30 ottobre il Tribunale ha accolto la costituzione di parte civile del Comune di Crotone e della Provincia di Crotone. Le cronache dell’udienza riferiscono inoltre che è stata disposta l’estensione della notifica per la costituzione di parte civile anche ai Comuni di Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto.

«Per quanto ci risulta – afferma il PD – il Comune di Cirò Marina non ha ancora formalizzato la propria costituzione. Chiediamo alla sindaca di spiegare pubblicamente il perché e di chiarire quando l’ente abbia ricevuto le comunicazioni relative al procedimento, quali indicazioni siano state richieste agli uffici legali e quali decisioni siano state adottate. La città ha diritto a una risposta chiara e documentata».

Il legame dell’inchiesta con Cirò Marina emerge dalle ricostruzioni giornalistiche degli atti investigativi, che richiamano presunte irregolarità relative ad affidamenti per i Mercati Saraceni, il campo sportivo e l’asilo nido Artino. Si tratta di contestazioni da accertare nelle sedi giudiziarie, che riguardano tuttavia attività e interessi dell’ente comunale.

«È proprio per questo – proseguono i dem – che riteniamo necessario attivare ogni strumento utile alla tutela del Comune. Costituirsi parte civile significa far valere nel processo le ragioni dell’ente e chiedere il ristoro degli eventuali danni che saranno accertati. La presunzione di innocenza delle persone coinvolte e il rispetto del lavoro della magistratura sono principi irrinunciabili, pienamente compatibili con la difesa dell’interesse pubblico».

La questione, per il Partito Democratico, pone anche un interrogativo politico sul rapporto con la precedente amministrazione.

«L’assenza, fino a oggi, di una scelta chiara alimenta una domanda alla quale Panebianco deve rispondere: questa amministrazione è in grado di segnare una reale autonomia dalla regia di Ferrari? L’autonomia si dimostra attraverso gli atti, soprattutto quando occorre tutelare l’immagine, il patrimonio e la credibilità delle istituzioni. Gli interessi del Comune devono venire prima di ogni rapporto di continuità politica».

Il PD chiede quindi di rendere note le motivazioni dell’attuale mancata costituzione e di procedere tempestivamente agli adempimenti necessari, in vista dell’udienza del 13 novembre e nel rispetto dei termini processuali applicabili.

«Chiediamo alla sindaca e alla Giunta di assumere una decisione trasparente e di attivarsi affinché il Comune di Cirò Marina si costituisca parte civile, come hanno già fatto il Comune di Crotone e la Provincia. Ogni ulteriore attesa deve essere spiegata ai cittadini. La tutela dell’ente richiede responsabilità, chiarezza e atti concreti».